Sociologia della famiglia – corso 2017-2018


IPU ISTITUTO UNIVERSITARIO PROGETTO UOMO

CAMPUS DI SCIENZE PSICOPEDAGOGICHE E SOCIALI

AFFILIATO ALLA FACOLTA DI SCIENZE DELL’EDUCAZIONE UNIVERSITà PONTIFICIA SALESIANA DI ROMA

Anno Accademico 2017-18
Prof. Francisco Mele
ARGOMENTI
La famiglia nella storia, le trasformazioni e le tipologie familiari. La triade individuo-famiglia-istituzione. La triade dell’etica della personalità. La famiglia come luogo privilegiato della costruzione dell’identità. La mnemo-storia familiare. Il modello trialogico: studente-famiglia-docente.Analisi del contesto di incertezza, della società del rischio e della società post-nevrotica. Antropologia della famiglia e gli ordini di riconoscimento all’interno della triade: misconoscimento/riconoscimento/rivalità mimetica. La teoria sistemico-relazionale. Il concetto di ciclo vitale e ciclo culturale della famiglia. Strumenti utili alla comprensione del sistema familiare: il disegno della famiglia, il genogramma, l’ecomappa. L’etica ricostruttiva e la polemologia familiare.

BIBLIOGRAFIA
BOGGIO M. (2001), Farsi male, Falzea ed, Reggio Calabria; FOUCAULT M. (2004), Gli anormali, Feltrinelli, Milano; GIRARD R. (2001), Vedo Satana cadere come la folgore, Adelphi, Milano; HALEY Y (1976) , Terapie non comuni, Astrolabio, Roma; MELE F. (2004), Le spie dell’incertezza. La famiglia, la scuole, le istituzioni. La costruzione del Sé allo sbando, Bulzoni, Roma; BOGGIO M., BORTINO R., MELE F. (2006), Il disincanto. Le patologie dell’abbondanza in una comunità terapeutica di doppia diagnosi, Armando ed, Roma; MELE F. (2006) “Amarsi male. Quello che resta della famiglia in una società post-nevrotica” in In-dipendenza: un percorso verso l’autonomia, V.II,a cura di Teresa Albano e Lolita Gulimanoska, FrancoAngeli, Roma; GIDDENS ANTHONY, (1995) La trasformazione dell’intimità, Il Mulino, Bologna; SARACENO C., NALDINI M., (2007) Sociologia della famiglia, Il Mulino, Bologna; PAPA FRANCESCO (2016), Esortazione apostolica Amoris Laetitia, in http://w2.vatican.va/; Antonio Spadaro (2016) AMORIS_LAETITIA.pdfcommenti www.laciviltacattolica.it/articoli_download/…/SPADARO
Consultare i siti www.franciscomele.it e www.psicologiacritica.it

LEZIONI
I – 24 novembre 2017
Le origini della violenza sociale e familiare a partire dall’analisi del conflitto interreligioso nelle religiose monoteistiche secondo Jan Assman, Jonathan Sacks e René Girard.

 

Francisco Mele

Unomattina, rai 1.

Argomento T

ossicodipendenze

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A casa di Paul Ricoeur

Credere alla parola dell’altro è il primo gesto

Intervista di Francisco Mele a Paul Ricoeur

L’intervista si svolge nella casa di Paul PAUL RICOEUR, un tempo abitazione di Emanuel Mounier, a Chatenay Malabry, nei pressi di Parigi.

Pubblicato nel libro Io diviso/Io riunito. Per una psicotica dell’operatore sociale. FrancoAngeli editore, Roma, 2001

E’ il 15 novembre 1997. Il filosofo riceve Francisco Mele nel suo studio, piccolo, con una vetrata sul giardino, tutto ingombro di carte e di libri fin sopra le sedie. Ricoeur mette a terra pile di carte e fa posto all’ospite. Un vecchissimo computer è aperto sull’ultima pagina che il filosofo sta scrivendo. Continua a leggere

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I travestis e i custodi della femminilità

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Dal libro di Maricla Boggio, Dominot, pubblicato da Armando Editori, Roma, 2016

frammenti del saggio di Francisco Mele LE GABBIE DELL’IDENTITA

I custodi della femminilità

In ogni rappresentazione da parte di Dominot-donna si ri-presenta la madre ideale, la donna che è apparsa come un flash e poi è scomparsa per sempre. Dominot, nel suo travestimento, vuole incarnare da una parte la madre immaginata e desiderata, dall’altra la femmina fatale ed erotica, cercando in tal modo di riunificare la separazione fra la madre asessuata e la donna, necessaria alla base del principio che vieta l’incesto. Continua a leggere

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Master Arteterapia a Roma Tre

Roma Tre, Dipartimento di Scienze della Formazione,. Il Corso di creatività è stato realizzato all’interno del Corso di Arteterapia diretti dalla Prof.ssa Bruna Grasselli e dalla Prof.ssa Bianca Spadolini

Anno accademico 2007,

Il CORSO DI CREATIVITÀ’ : Espressione teatrale

di Maricla Boggio e di Francisco Mele

 MARICLA BOGGIO  diplomata in regia e docente all’Accademia Naz. d’Arte Drammatica, drammaturgo e saggista, prosecutrice del metodo mimico elaborato dal maestro Orazio Costa, che in alcune lettere autografe l’ha nominata sua continuatrice ed erede morale, ha sviluppato tale metodo in seminari, laboratori e nei suoi corsi presso l’IPU.

IL METODO MIMETICO di ORAZIO COSTA

Sentirsi pioggia, nuvola, vento. Sentirsi foglia, uccello, albero fronzuto e albero secco. Sentirsi sopra un foglio gettando dalle mani il colore per dire il proprio cielo, o fiore, o mare…  Sentirsi suono che vibra nell’aria, diventare quel suono con tutto il corpo… E poi finalmente far uscire la propria voce arricchita di creatività, dalle frasi quotidiane alla poesia, al TEATRO ripercorrendo il percorso creativo del poeta.  Il metodo mimico è stato elaborato dal maestro Orazio Costa, regista fra i più significativi del Novecento e docente all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica oltre che fondatore di varie scuole – MIM – Centro di Avviamento all’Espressione a Firenze; Scuola di Espressione e Interpretazione Scenica a Bari, master all’estero e in varie università italiane e straniere. La sua caratteristica risiede nel fatto che, pur essendo praticabile da tutti con estrema iniziale facilità, porta, con il suo approfondimento, a rivelare al soggetto le più alte possibilità artistiche.

FRANCISCO MELEdocente all’IPU – istituto di Scienze Psicopedagogiche Progetto Uomo,  psicoanalista e terapeuta della famiglia, è studioso del metodo mimico più volte sperimentato con Orazio Costa e in luoghi di cura; ha scritto numerosi libri sulle tematiche del disagio e del recupero dai vari tipi di dipendenza.Francisco Mele ha preso in considerazione alcuni autori che verranno assunti come guida nello sviluppo di una teorizzazione che metta in risalto il metodo mimesico nel processo terapeutico individuale e di gruppo. Il metodo mimesico si propone di ampliare gli spazi vitali che sono stati colonizzati nei diversi sistemi uniformanti del soggetto.  Punti da mettere in risalto nel corso delle lezioni:  il triplice registro della mimesi secondo Paul Ricoeur, che comprende l’uscita da sé e il ritorno mediato dall’altro; l’altro come organizzatore esistenziale che può accompagnare il soggetto alla sua autonomia oppure diventare assoggettante, e quindi capace di dominio sul soggetto in forma totalizzante; l’organizzatore esistenziale totalizzante può essere l’oggetto della dipendenza, come oggi lo sono le droghe, il cibo, il gioco, l’azzardo e, soprattutto, la dipendenza tecnologica che ha portato al fenomeno di un autismo tecnologico in cui l’altro diventa un ostacolo del processo che è alla base dell’attaccamento simbiotico nella realtà virtuale del web.Il metodo mimesico  può aiutare un processo liberalizzante senza demonizzare il web, ma distanziando il soggetto dal mondo virtuale per riportarlo al mondo vitale. Quindi si tratta di un passaggio da un autismo tecnologico all’iterazione attiva con l’ambiente, con la cultura, con il sociale ecc.

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Amoris Laetitia, un trattato anche di psicologia

La gioia dell’amore: a Civitella Roveto si parla di “Amoris Laetitia”

 Set 16, 2016 1.225 views  Maria Caterina De Blasis

 Una serata dal titolo “La famiglia di Francesco nella misericordia di Dio”, dedicata ad “Amoris Laetitia”, l’esortazione apostolica post sinodale del Santo Padre sull’amore nella famiglia, ha arricchito la Settimana Eucaristica di Civitella Roveto.

Ospite d’onore della tavola rotonda, coordinata da Maria Caterina De Blasis, il professor Francisco Mele, psicoterapeuta e attento conoscitore del percorso teologico e culturale di Papa Francesco, delle sue passioni e delle sue qualità politiche. Mele, infatti, è stato successore di Jorge Mario Bergoglio, come professore di psicologia, al Collegio universitario del Salvador di Buenos Aires, uno dei centri di formazione della classe dirigente argentina gestito dai Padri Gesuiti.

Insieme a lui, a parlare di “Amoris Laetitia” anche tre sacerdoti, che sono stati definiti colonne portanti della Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, da anni a servizio della nostra chiesa locale: Monsignor Antonio LecceMonsignor Bruno Antonellis Don Dante Gemmiti. A loro il compito di analizzare il documento apostolico dal punto di vista teologico, dottrinale e pastorale.

 

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Etica e giustizia

Locandina Aracne, libro

Con il prof. Catelani 2016Problemi giuridici della società contemporanea

Francisco Mele

sul libro del costituzionalista Alessandro Catelani

 24 giugno 2016, FUIS, p. Augusto Imperatore 4

Il diritto senza l’orizzonte etico è fonte d’arbitrio. L’etica senza un’articolazione nel diritto è cieca.

Dobbiamo tener conto del vissuto di questi ragazzi che ha a che vedere con l’istituzione scuola ma anche del rapporto con il mondo.

Vorrei portare una mia esperienza in merito.

Anni fa ho fatto una ricerca sulla coscienza morale dei ragazzi, quella dei professori e anche sulla coscienza morale dei genitori.

La ricerca ha coinvolto più di 1200 ragazzi, 220 famiglie e una cinquantina di insegnanti: ho dovuto constatare attraverso il risultato che la coscienza morale dei genitori era più bassa di quella dei figli. Un caso particolarmente triste è stato quello di un ragazzo che aveva investito una donna con la moto: ero presente quando il rettore stava cercando di capire perché il ragazzo aveva compiuto questo gesto gravissimo senza tener conto del danno alla persona, e arriva la madre che si getta con una rabbia e una violenza incredibili contro il rettore urlando: Come mai lei critica mio figlio? Che ha fatto? ha investito una zingara,!: per quella madre la zingara non era un essere umano!

Credo che questi siano gli argomenti che ci toccano tutti i giorni nell’ambito della giustizia e in rapporto alla persona, in riferimento quindi al tema del diritto.

Come psicoanalista ho dialogato sempre con il diritto, perché in particolare nella filosofia del diritto risiede la filosofia dell’uomo. Ognuno di noi si pone di fronte alla legge; ogni spazio della nostra vita è intessuta di diritto, per cui pensare che ci sia uno spazio libero totalmente dal diritto, rappresenta la convinzione che possa esistere una situazione perversa nella quale io posso agire impunemente senza considerare la legge.

Secondo Lacan la psicopatologia viene organizzata in funzione del rapporto che ha il soggetto nei confronti della Legge. Continua a leggere

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LA TEOLOGIA DEL POPOLO (PUEBLO) in Papa Francesco

padre Juan Carlos Scannone 24-03-14 alla gregorianafrancisco nello studioIl 

Padre Juan Carlos Scannone

Il  TRIALOGOS PERSONALE[1]

DALLO SPAZIO DELL’INTER-ANONIMATO AL LUOGO DEL INTER-SOGGETTIVO. DALLA MASCHERA AL VOLTO

Francisco Mele

All’interno della comunità considerata nella dimensione del popolo di Dio il soggetto individuale viene superato dal soggetto plurale. Si tratta di un soggetto comunitario che agisce con una triplice funzione. Il soggetto comunitario dà spazio alla manifestazione di tre logoi, ovvero il logos di Dio, il logos della comunità intesa come unità multiforme culturale, e il logos della persona che trova negli altri due logos la propria forza e garanzia.

Il soggetto plurale nella configurazione di persona si trova a dover fronteggiare un rapporto con l’intimità, con il suo centro ontico nell’espressione del filosofo Ismael Quiles, in un rapporto con la “estimità” ovvero con la esteriorità che non è uno spazio esterno totalmente ma uno spazio che interviene nella stessa costruzione del soggetto plurale.

Il logos giovanneo che riguarda l’importanza del Verbo dà inizio alla costruzione del mondo perché senza il Verbo non c’è possibile conoscere il mondo. Ma questo Verbo inteso come la parola incide nel corpo del vivente, lasciando il segno in termini lacaniani il “tratunario”, che permette al soggetto del popolo cristiano l’inizio della costruzione della propria identità.

Il logos come parola di Dio ha una duplice collocazione. Si trova in una esteriorità e in una interiorità: la parola di Dio la si ascolta come se venisse dall’esterno, ma al tempo stesso la si ascolta come se provenisse dalla propria interiorità, cioè da quel centro ontico del soggetto.

Se lo Spirito si incarna nel popolo, il soggetto dovrà ascoltare quel popolo di cui fa parte. Gli altri gli restituiscono il volto dell’invisibile.

Il concetto di popolo è un concetto che porta a discussioni contrastanti. Emmanuel Lévinas era contrario all’idea di popolo, in quanto le ricorda il Wolk nazista, padre Juan Carlos Scannone – uno dei padri della Teologia del Popolo- le risponde che c’è una grande differenza tra i due tipi di popoli. In quello di Wolk,  l’idea di popolo ha a che vedere con un esercito di persone in marcia, in cui tutti tenendosi per le braccia intrecciate seguono il leader illuminato.

A questa idea di popolo i teologi del popolo contrappongono il “noi” comunitario, che si presenta in una triplice dimensione, “gli uni con gli altri”, “l’essere di fronte all’altro”, “l’essere tra” (come lo è Gesù tra di noi), tenendo conto da dove si viene, che vuol dire riconoscere la lingua e la cultura degli altri ai quali la triade Io Tu Egli appartiene. Continua a leggere

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Cardinale Eduardo F. Pironio, in via di beatificazione (en vias de beatificaciòn)

INTERVISTA DI FRANCISCO MELE AL CARDINAL EDUARDO PIRONIO,

Cardinal Pironio

Predilezione per i poveri e per i giovani. Uno degli ideatori insieme a Giovanni Paolo II della Giornata mondiale della gioventù.

(Entervista al Cardenal Pironio, el ideador junto al papa Juan Pablo II de la Jornada Mundial de la Juventud). Precursore di Papa Bergoglio, argentino di origine italiana, è stato papabile. Segretario del Sinodo dei Vescovi sotto il pontificato di Paolo VI in cui è stata pubblicata l’esortazione apostolica Evangelii Nuntiandi (1975) che è stata ispiratrice della Evangelii Gaudium (2013).

Card. Pironio: l’11 marzo a Roma chiusura della fase diocesana di beatificazione

9 marzo 2016

SIR- Servizio Informazione Religiosa. Si chiude la fase diocesana della causa di beatificazione e canonizzazione del servo di Dio cardinale Eduardo Francisco Pironio. La sessione di chiusura, presieduta dal cardinale Agostino Vallini, vicario per la diocesi di Roma, si terrà l’11 marzo nella Sala della Conciliazione del Palazzo del Vicariato (piazza San Giovanni in Laterano 6/A, ore 12). “Ricordare Pironio, l’amico di Dio – disse durante una commemorazione nel 2002 l’allora cardinale Jorge Mario Bergoglio – fa sentire nostalgia di non poter più contare qui sulla terra con quell’amico degli uomini e per tutti gli uomini. Ma è anche commemorare, rendendo attuale la sua vita che traspariva nei suoi scritti, seminata lungo il suo ministero pastorale e episcopale, colui che lasciò alla chiesa di Gesù Cristo, specialmente nella nostra patria, il cammino dell’amicizia come mezzo per andare sicuri verso Dio con i fratelli”. Continua a leggere

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COMUNITà E GIUSTIZIA

DALLO SPAZIO DELL’INTER-ANONIMATO DELLA MASCHERA ALLO SPAZIO INTER-SOGGETTIVO DEL VOLTO

Conferenza tenuta il 16 novembre 2015 presso la Diocesi di Vicenza nel ciclo Comunità e Misericordia, organizzata dalla FUCI di Vicenza

Comunità e Giustizia. Vicenza

DI FRANCISCO MELE

La comunità si fonda sulla persona e la persona si realizza nella comunità.

Il concetto di comunità viene contrapposto da alcuni autori a quello di individuo.
Quando predomina la comunità è a discapito del singolo.
Quando invece una società esalta l’individuo, si verifica la cancellazione della comunità.
Nel XX secolo due modelli di società hanno portato la comunità allo stremo: il nazismo con l’imposizione del principio legato alla supremazia della razza da una parte, e il comunismo basato sulla lotta di classe dall’altra si sono dimostrati due sistemi politici che hanno soffocato la diversità delle persone.
In contrapposizione a tali sistemi, il sistema capitalista ha esaltato l’individuo portando all’estremo la competizione, l’egoismo e l’avidità dei singoli, imponendosi in questo modo il principio di Hobbes della guerra di tutti contro tutti.
La sfida di oggi con gli eventi accaduti a Parigi il 13 novembre 2015 pone la necessità di ritrovare la comunità come spazio di sostegno alle persone che vivono in situazioni di rischio, di paura e di assoluta povertà, perché “La comunità si fonda sulla persona e la persona si realizza nella comunità”.
Il paradosso di questi attacchi a Parigi può essere l’opportunità di costruire una vera identità di comunità europea con tutte le sue contraddizioni.
In questo caso la comunità si organizza in funzione di un nemico esterno che si presenta minaccioso e foriero di pericoli. Continua a leggere

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LA DROGA CAPTAGON: IL DISATTIVATORE DI COSCIENZA

Francisco Mele

1° dicembre 2015

Per il giornale online L’INDRO mi sono state fatte alcune domande dalla giornalista Léa Vettorato, poi pubblicate in un articolo del 1° dicembre, che mi hanno dato lo spunto per esprimere alcuni concetti da me elaborati su temi attuali.
La droga dei jihadisti è un nuovo sistema per affrontare i rischi e le sfide delle guerre, come in tempi passati lo sono stati l’alcol, la morfina, la cocaina, l’eroina e le anfetamine.
Il captagon è un derivato anfetaminico di notevole potenza, assai più in grado di esaltare e sconvolgere la mente di chi lo usa che le sostanze precedenti.
La sua potenza è analoga come livello alle armi belliche ora in uso, di alta portata tecnica, capaci di uccidere in maniera allargata e immediata una enorme quantità di persone e di distruggere a largo raggio, assai più che l’apparato militare, già fortemente micidiale, di pochi anni fa.
Lo sviluppo arsenale bellico va quindi di pari passo con lo sviluppo dell’arsenale farmacologico.
Questa droga non è usata soltanto in campo bellico, ma anche come uso quotidiano di quei giovani che non trovano un loro riconoscimento all’interno dell’attuale sistema sociale. Di qui si può capire come tanti ragazzi del mondo occidentale, addirittura nati e viventi in paesi culturalmente vicini a noi, abbiano ascoltato il richiamo di chi li invitava a entrare nelle file jihadiste.
Assistiamo a processi di disidentificazione, quindi di perdita di identità che spingono tanti giovani ad entrare in strutture che forniscono identità. I fornitori di identità sono delle istituzioni che danno un senso a una vita che ha perso un itinerario esistenziale.
In sintesi, passiamo da spazi che ho definito “dell’interanonimato” a spazi in cui i soggetti indossano una maschera identitaria apparentemente chiara, ma che sconvolge ad esempio amici e familiari di quei ragazzi che sembravano muoversi tranquillamente nel loro contesto di appartenenza. Continua a leggere

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