IL DIO WEBBIZZANTE

L’ESPOSIZIONE CONTINUA DEL SÉ

Francisco Mele,

alla ricerca del Dio webbizzante secondo un monopoliteismo assolutista

Il Dio webbizzante si presenta come il panopticon digitale che tutto controlla, trattiene, conserva, conosce, venendosi a imporre come un’istanza superiore e globalizzante. Il soggetto si trova alla mercé di un altro che gli impone e gli attiva dei desideri di autonomia immaginaria. Il soggetto si crede libero perché può scegliere la password che presto diventa obsoleta e quindi dovrà di nuovo essere reimpostata per poter credere di essere al sicuro. Le persone vivono nell’insicurezza, angosciati di essere bersaglio degli hackers che sono capaci di svelare i loro dati sensibili; questi hackers, che si presentano come dei virus, sono capaci di entrare nella banca delle loro vittime e di svuotarne il conto. Chi è preso di mira si sente in balìa di istanze superiori che possono intervenire e modificare la sua vita.

LA CERTEZZA DI CIASCUNO DI ESISTERE  NON LO LIBERA DALL’ANGOSCIA DELL’ESISTENZA, DALL’INCERTEZZA E LA PAURA DI ESSERE ALLA MERCÈ DI UN ENTE SENZA VOLTO.

ascoltare l’intervista sull’incertezza in Radioinblue del lunedì 8 aprile 2019

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CONVEGNO, LEGITTIMA DIFESA

 

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IL DELINQUENTE COME NEMICO SOCIALE

Francisco Mele

La scelta del nemico di tutti fa parte dell’intelligenza del politico – affermava Carl Schmitt -. Ogni governo sceglie quella figura che giustifica parte dell’impossibilità di raggiungere gli obbiettivi proposti durante le campagne elettorali.

Una lettura della legittima difesa sposta l’attenzione verso un problema che impedisce di vedere la complessità della governabilità.

Quando una società si sente minacciata a livello esterno o rischia la frammentazione della propria identità a causa di lotte interne, escogita il dispositivo che serve a riunificare una società in crisi: il meccanismo è la scelta del sacrificio di una figura considerata nemica. In sintesi, la scelta del sacrificio di uno serve a salvare tutti, perché una violenza nella guerra interna indiscriminata può portare all’autodistruzione della comunità.

René Girard individua nel capro espiatorio il dispositivo che serve quindi a proteggere il sistema.

Perché nel caso della legittima difesa lo Stato rinuncia alla sua funzione di terzietà?

C’è la tendenza nei governi di eliminare o ridurre il funzionamento della mediazione istituzionale, in questo caso dell’ordinamento giuridico.

Il sovrano alla base di quello che oggi viene chiamato il sovranismo tende a stabilire un rapporto simbiotico tra popolo e sovrano: questi si sente portatore della voce e dei sentimenti del popolo venendo a questo punto a sentirsi legittimato a modificare talvolta con l’intenzione di addomesticare la struttura giudiziaria.

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LA MODERNA STRUTTURA DELL’ASSOGGETTAMENTO

La moderna struttura di assoggettamento

Una volta i cristiani ascoltavano la volontà di Dio e la seguivano. Oggi siamo in grado di ascoltare un’illusione, il proprio Io, che si crede autonomo ma che è incapace di individuare gli ordini che gli arrivano, non dall’inconscio spirituale ma da quello digitale.

Francisco Mele

 La mia lettura del libro parte dal pensiero di Michel Foucault relativo al “governo delle anime” modello significativo per comprendere la funzione del “pastorato cristiano”.

Attraverso il dispositivo e le tecniche proprie della conoscenza del Sé il Pastore e soprattutto il direttore spirituale riescono a penetrare nei profondi pensieri, sentimenti e immagini che si nascondono nell’animo umano.

È stato sant’Agostino a scavare attraverso le sue Confessiones quello spazio interiore dove avviene il dibattito tra bene e male e il dialogo fra l’Io e Dio.

Più si entra dentro di sé, più ci si avvicina a Dio.

Credo che con sant’Agostino si inaugurano i principi che reggono la moderna psicologia intesa come discorso del Sé in rapporto all’incontro con l’Altro.

Lacan considera sant’Agostino come il precursore della moderna linguistica.

Il dialogo con Dio in Agostino è mediato dalla istituzione Chiesa. Si ha quindi Io, Dio, Chiesa.

Secoli dopo l’Agostiniano Lutero rompe con questa triade, venendosi a creare un rapporto diretto tra Io e Dio, mettendo in discussione la mediazione della Chiesa.

In questo modo si inaugura un processo di decomposizione del Sacro Impero Romano custodito dalla Chiesa romana che avrebbe decretato, secondo Foucault, la sua fine nel 1648 con la pace di Westfalia:

attraverso di essa l’Europa lascia spazio ai futuri stati di religione protestante.

Il libro cerca di spiegare il processo storico del travasamento del potere imperiale alla Chiesa. Il linguaggio e il lessico imperiale, i simboli e i rituali vengono rielaborati dalla struttura ecclesiastica.

In poche decadi, da Costantino che ha l’illuminazione del Cristo, nel 313, passando per il Concilio di Nicea del 325, convocato dallo stesso Costantino, e poi con Teodosio, nel 380, la religione cristiana diventa religione di Stato.

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San Gennaro e la Teologia del Popolo, al Quirino

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Francisco Mele, psicoterapeuta, saggista e docente, invita a considerare la ricerca che parte da un esame del popolo di San Gennaro, a Napoli, come garante della costruzione sempre in divenire dell’identità napoletana, secondo la Teologia del Popolo sviluppata dai teologi e filosofi argentini Lucio Gera, Justin O’Farrell e Juan Carlos Scannone.

Il popolo possiede una conoscenza, una razionalità, anche se non teorico-scientifica – rileva Mele –  che si esprime mediante le celebrazioni liturgiche, le feste religiose, le processioni. Facendo riferimento alla prospettiva mnemostorica (Jan Assmann), San Gennaro è una figura della memoria e non della storia. La Teologia del popolo utilizza il metodo storico-culturale, partendo dalla considerazione di due teorie: la teoria dell’azione — che si ispira al filosofo Maurice Blondel, particolarmente seguita da papa Bergoglio—, e la teoria del testo, sviluppata da Paul Ricoeur. La teoria dell’azione valorizza il gesto come se fosse un testo da leggere. Il gesto e il testo scritto hanno una qualità che li unisce: diventano indipendenti dall’autore, hanno una loro autonomia e quindi possono essere letti come un testo scritto secondo le ermeneutiche che il lettore utilizza. San Gennaro non ha lasciato degli scritti, ma sono state tramandate le sue azioni e gli avvenimenti di cui è stato protagonista. Le sue gesta vengono interpretate come miracoli, che proseguono nel tempo fino ad arrivare ad oggi. Il Santo, raffigurato nella statua posta davanti al Vesuvio con il braccio alzato nell’atto di fermare l’eruzione, conferma la sua funzione di protettore della città. Lo scioglimento del sangue è interpretato come un gesto di rassicurazione portatore di vita nella forma della reliquia del sangue del Santo raccolta nell’ampolla. Queste manifestazioni vengono a inserirsi nel complesso dei simboli primordiali che appartengono a un’archeologia del soggetto elaborata da Ricoeur, estensibile a un’archeologia dei popoli e, qui in particolare, del popolo napoletano.

(La sintesidell’intervento è tratta dall’articolo di Jacopo Bezzi per la rivista Ridotto gennaio-marzo 2019)

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AGNES HELLER ALL’AUDITORIUM DI ROMA

LIBRI COME FESTA DEL LIBRO E DELLA LETTURA

ÁGNES HELLER

ORBANISMI – EUROPA E LIBERTÀ

SAB 16 MAR | 17:00 | SPAZIO RISONANZE

Dalla dittatura alla democrazia liberale e da questa alla tirannia, questo è in estrema sintesi il percorso dell’Ungheria secondo Ágnes Heller, la filosofa più importante e lucida non solo di quel paese ma uno dei riferimenti mondiali sui rapporti tra Europa e Libertà. Perché la giovane democrazia ungherese, nata dalle ceneri del comunismo sovietico tra il 1989 e il 1991, ha fatto presto a consegnarsi in (quasi) libere elezioni nelle mani di Viktor Orbán? L’allieva di György Lukás non usa mezzi termini: “non era scritto nelle stelle che l’Ungheria avrebbe fatto peggio di tutti gli Stati post-sovietici, che sarebbe stata la più radicale nell’eliminare la libertà di stampa, la divisione dei tre poteri, per introdurre infine un sistema che io chiamo “tirannia”. L’intellettuale ungherese, di cui esce in questi giorni il suo Orbanismi, conversa a Libri Come con Pietro Del Soldà.

 

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Il popolo di San Gennaro

in Forum Italicum: A journal of Italian Studies, 2018

Abstract

La ricerca parte da un esame del popolo di San Gennaro, a Napoli, come garante della costruzione sempre in divenire dell’identità napoletana, secondo la Teologia del Popolo sviluppata dai teologi e filosofi argentini Lucio Gera, Justino O’Farrell e Juan Carlos Scannone.

Il popolo possiede una conoscenza, una razionalità, anche se non teorico-scientifica, che si esprime mediante le celebrazioni liturgiche, le feste religiose, le processioni. Facendo riferimento alla prospettiva mnemostorica (Jan Assmann), San Gennaro è una figura della memoria e non della storia.

Applicando la lettura bio-politica elaborata da Michel Foucault, nel culto di San Gennaro, durante la cerimonia delle feste dedicate a San Gennaro, trovano fondamento e legittimazione la Chiesa, lo Stato rappresentato dalle sue istituzioni e il popolo napoletano. Paradossalmente anche la camorra cerca una legittimazione per imporre il suo proprio predominio, nonostante che la sua pretesa venga respinta e condannata sia dallo Stato che dalla Chiesa.

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Dalle api alle rose: Amare i nemici?

DALLE API ALLE ROSE

BIMESTRALE DEL MONASTERO AGOSTINIANO SANTA RITA DA CASCIA N° 2 MAR-APR 2018

L’amicizia è un tesoro prezioso di cui non si può fare a meno”. Chiude così la nostra piacevole chiacchierata il dottor Francisco Mele, psicologo e psicoterapeuta esperto di relazioni e famiglia. Dalla doppia anima italiana ed argentina, Francisco Mele nasce nel 1950 a Valsinni, in Basilicata. Studia a Buenos Aires laureandosi nel 1976 in psicologia all’Università del Salvator diretta dai Gesuiti e nel 1984 consegue il dottorato di ricerca all’Università di Belgrano. Diviene poi docente nell’Università e nel “Colegio del Salvador”, dove per dieci anni tiene la cattedra di psicologia prima appartenuta a Papa Bergoglio. In Argentina lavora inoltre in ospedali psichiatrici, carceri e istituti minorili. In Italia, dove è didatta, psicanalista e docente di sociologia della famiglia, dirige dal 1986 l’Istituto della Famiglia del CeIS-Centro Don Picchi ed docente presso l’Istituto “Progetto Uomo” all’Università Pontificia Salesiana. Iniziamo dal concetto di nemico. “Nel mio libro, che si intitola ‘Mio caro nemico’, parto da ciò che diceva Derrida sull’amicizia, ho scritto  che ‘si ama il nemico e si odia l’amico, perché l’amico può tradirci, mentre il nemico non ci tradisce mai’. Questi paradossi rivelano che ognuno ha bisogno di un altro.In questo senso il nemico può diventare l’organizzatore esistenziale di chi attraverso di lui riesce a dare un senso alla propria vita, a giustificare i difetti, le crisi, l’infelicità. Lo vediamo nelle coppie che si trasformano in nemici che vivono sotto lo stesso tetto e non si lasciano perché hanno necessità di giustificarsi sull’altro. Insomma il nemico ha il suo ruolo, ma l’amicizia è importante, perché una vita senza amici è una vita arida”.
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MOZART, LETTERE ALLA CUGINA

19/5000 THE ART IN THE SPACE

ROME ART WEEK
Third Edition
22-27 october 2018 

MOZART:Lettere alla cugina / L’epistolario censurato … – Rome Art Week

dedicato al Cinema che si occupa d’Arte

H 20.00 MOZART: LETTERE ALLA CUGINA / L’epistolario censurato di W.A Mozart

Nella coincidente celebrazione del 150° dalla nascita di Sigmund Freud e del 250° della nascita di Mozart, viene presentato un docufilm incentrato su un evento che legò sorprendentemente questi due giganti del pensiero e dell’arte.
Lo scrittore austriaco Stefan Zweig, il 16 marzo 1931, invia a Sigmund Freud nove lettere che Mozart ventunenne aveva scritto alla cugina Maria Anna Thekla Basle, lettere “che gettano una luce psicologicamente assai singolare sul suo erotismo, che presenta infantilismo e accesa coprolalia in forma più marcata di qualsiasi altra grande personalità” perché, alla luce dei suoi “Tre saggi sulla teoria sessuale”, provi a farne affiorare le motivazioni più recondite.
Il video si sviluppa in forma di doc-fiction, alternando interviste a esperti di chiara fama (psicoterapeuti, musicologi, musicisti) all’interpretazione di attori che danno voce e volto ai protagonisti di questa vicenda.
La selezione musicale eseguita dal Trio Alma Mahler completa questo piccolo affresco di avvenimenti, sospesi tra ieri e oggi.
Tra gli altri, oltre Fabio Pasquini nel ruolo di Mozart e Maddalena Recino in quello della cugina, il documentario vede la partecipazione straordinaria di Ennio Coltorti, Rocco Papaleo e Massimo Popolizio sul fronte degli interpreti e del M°Luciano Cerroni e del Dott. Francisco Mele tra le voci degli esperti.

con Maddalena RECINO e Fabio PASQUINI
e la partecipazione straordinaria di
Rocco PAPALEO
Massimo POPOLIZIO
Ennio COLTORTI
sceneggiatura Riccardo BARBERA
scelta musicale di Giovanna DE RUBERTIS
regia di Enzo ARONICA

 

 

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Interviste Camere Penali Web TV 2017

Intervista al Prof. Francisco Mele, criminologo e psicoterapeuta …

▶ 14:30

19 nov 2017 – Caricato da CAMERE PENALI
Francisco Mele, docente e criminologo, racconta a Camere Penali TV la sua esperienza negli …

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Cure palliative pediatriche ISSN 2017

ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ

Cure palliative pediatriche in Italia: stato dell’arte e criticità

A cura di Enrico Alleva (a), Franca Benini (b), Anna De Santi (c), Andrea Geraci (d) e Marcello Orzalesi (e)

Il presente documento rappresenta il risultato di un lavoro di gruppo multidisciplinare, riguardante le attuali problematiche nell’ambito delle cure palliative nella popolazione pediatrica italiana. Si è cercato di fotografare la situazione attuale, evidenziando le criticità e provato a suggerire delle proposte. Le principali aree sono il contesto socio-culturale, quello politico-normativo, l’eleggibilità e le caratteristiche dei bambini in cura nonché le questioni relative alla formazione del personale. Si suggeriscono inoltre degli interventi cosiddetti integrati e quelli riguardanti la comunicazione, per i piccoli e giovani pazienti, per i loro familiari ma anche per il personale sanitario coinvolto in un tipo di assistenza particolarmente impegnativa.

This document is the result of a multidisciplinary working group concerning the critical issues of palliative care as far as the Italian pediatric situation is concerned. Starting from the study of the current situation, we pointed out critical points and tried to make proposals. The study examined the socio-cultural, political and legal background, analyses of young patients who met the eligibility criteria, the peculiarities of young patient treatment and personnel training, suggestions of integrative medicine and health communication for children, young patients and their families, and for health professionals involved in such a delicate activity/assistance.

Il rapporto è accessibile online dal sito di questo Istituto: www.iss.it.

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