CONVEGNO, LEGITTIMA DIFESA

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La psico (teologia) politica e la Chiesa nel Medioevo

 

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San Gennaro e la Teologia del Popolo, al Quirino

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Francisco Mele, psicoterapeuta, saggista e docente, invita a considerare la ricerca che parte da un esame del popolo di San Gennaro, a Napoli, come garante della costruzione sempre in divenire dell’identità napoletana, secondo la Teologia del Popolo sviluppata dai teologi e filosofi argentini Lucio Gera, Justin O’Farrell e Juan Carlos Scannone.

Il popolo possiede una conoscenza, una razionalità, anche se non teorico-scientifica – rileva Mele –  che si esprime mediante le celebrazioni liturgiche, le feste religiose, le processioni. Facendo riferimento alla prospettiva mnemostorica (Jan Assmann), San Gennaro è una figura della memoria e non della storia. La Teologia del popolo utilizza il metodo storico-culturale, partendo dalla considerazione di due teorie: la teoria dell’azione — che si ispira al filosofo Maurice Blondel, particolarmente seguita da papa Bergoglio—, e la teoria del testo, sviluppata da Paul Ricoeur. La teoria dell’azione valorizza il gesto come se fosse un testo da leggere. Il gesto e il testo scritto hanno una qualità che li unisce: diventano indipendenti dall’autore, hanno una loro autonomia e quindi possono essere letti come un testo scritto secondo le ermeneutiche che il lettore utilizza. San Gennaro non ha lasciato degli scritti, ma sono state tramandate le sue azioni e gli avvenimenti di cui è stato protagonista. Le sue gesta vengono interpretate come miracoli, che proseguono nel tempo fino ad arrivare ad oggi. Il Santo, raffigurato nella statua posta davanti al Vesuvio con il braccio alzato nell’atto di fermare l’eruzione, conferma la sua funzione di protettore della città. Lo scioglimento del sangue è interpretato come un gesto di rassicurazione portatore di vita nella forma della reliquia del sangue del Santo raccolta nell’ampolla. Queste manifestazioni vengono a inserirsi nel complesso dei simboli primordiali che appartengono a un’archeologia del soggetto elaborata da Ricoeur, estensibile a un’archeologia dei popoli e, qui in particolare, del popolo napoletano.

(La sintesidell’intervento è tratta dall’articolo di Jacopo Bezzi per la rivista Ridotto gennaio-marzo 2019)

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AGNES HELLER ALL’AUDITORIUM DI ROMA

LIBRI COME FESTA DEL LIBRO E DELLA LETTURA

ÁGNES HELLER

ORBANISMI – EUROPA E LIBERTÀ

SAB 16 MAR | 17:00 | SPAZIO RISONANZE

Dalla dittatura alla democrazia liberale e da questa alla tirannia, questo è in estrema sintesi il percorso dell’Ungheria secondo Ágnes Heller, la filosofa più importante e lucida non solo di quel paese ma uno dei riferimenti mondiali sui rapporti tra Europa e Libertà. Perché la giovane democrazia ungherese, nata dalle ceneri del comunismo sovietico tra il 1989 e il 1991, ha fatto presto a consegnarsi in (quasi) libere elezioni nelle mani di Viktor Orbán? L’allieva di György Lukás non usa mezzi termini: “non era scritto nelle stelle che l’Ungheria avrebbe fatto peggio di tutti gli Stati post-sovietici, che sarebbe stata la più radicale nell’eliminare la libertà di stampa, la divisione dei tre poteri, per introdurre infine un sistema che io chiamo “tirannia”. L’intellettuale ungherese, di cui esce in questi giorni il suo Orbanismi, conversa a Libri Come con Pietro Del Soldà.

 

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Il popolo di San Gennaro

in Forum Italicum: A journal of Italian Studies, 2018

Abstract

La ricerca parte da un esame del popolo di San Gennaro, a Napoli, come garante della costruzione sempre in divenire dell’identità napoletana, secondo la Teologia del Popolo sviluppata dai teologi e filosofi argentini Lucio Gera, Justino O’Farrell e Juan Carlos Scannone.

Il popolo possiede una conoscenza, una razionalità, anche se non teorico-scientifica, che si esprime mediante le celebrazioni liturgiche, le feste religiose, le processioni. Facendo riferimento alla prospettiva mnemostorica (Jan Assmann), San Gennaro è una figura della memoria e non della storia.

Applicando la lettura bio-politica elaborata da Michel Foucault, nel culto di San Gennaro, durante la cerimonia delle feste dedicate a San Gennaro, trovano fondamento e legittimazione la Chiesa, lo Stato rappresentato dalle sue istituzioni e il popolo napoletano. Paradossalmente anche la camorra cerca una legittimazione per imporre il suo proprio predominio, nonostante che la sua pretesa venga respinta e condannata sia dallo Stato che dalla Chiesa.

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Dalle api alle rose: Amare i nemici?

DALLE API ALLE ROSE

BIMESTRALE DEL MONASTERO AGOSTINIANO SANTA RITA DA CASCIA N° 2 MAR-APR 2018

L’amicizia è un tesoro prezioso di cui non si può fare a meno”. Chiude così la nostra piacevole chiacchierata il dottor Francisco Mele, psicologo e psicoterapeuta esperto di relazioni e famiglia. Dalla doppia anima italiana ed argentina, Francisco Mele nasce nel 1950 a Valsinni, in Basilicata. Studia a Buenos Aires laureandosi nel 1976 in psicologia all’Università del Salvator diretta dai Gesuiti e nel 1984 consegue il dottorato di ricerca all’Università di Belgrano. Diviene poi docente nell’Università e nel “Colegio del Salvador”, dove per dieci anni tiene la cattedra di psicologia prima appartenuta a Papa Bergoglio. In Argentina lavora inoltre in ospedali psichiatrici, carceri e istituti minorili. In Italia, dove è didatta, psicanalista e docente di sociologia della famiglia, dirige dal 1986 l’Istituto della Famiglia del CeIS-Centro Don Picchi ed docente presso l’Istituto “Progetto Uomo” all’Università Pontificia Salesiana. Iniziamo dal concetto di nemico. “Nel mio libro, che si intitola ‘Mio caro nemico’, parto da ciò che diceva Derrida sull’amicizia, ho scritto  che ‘si ama il nemico e si odia l’amico, perché l’amico può tradirci, mentre il nemico non ci tradisce mai’. Questi paradossi rivelano che ognuno ha bisogno di un altro.In questo senso il nemico può diventare l’organizzatore esistenziale di chi attraverso di lui riesce a dare un senso alla propria vita, a giustificare i difetti, le crisi, l’infelicità. Lo vediamo nelle coppie che si trasformano in nemici che vivono sotto lo stesso tetto e non si lasciano perché hanno necessità di giustificarsi sull’altro. Insomma il nemico ha il suo ruolo, ma l’amicizia è importante, perché una vita senza amici è una vita arida”.
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MOZART, LETTERE ALLA CUGINA

19/5000 THE ART IN THE SPACE

ROME ART WEEK
Third Edition
22-27 october 2018 

MOZART:Lettere alla cugina / L’epistolario censurato … – Rome Art Week

 

 

https://romeartweek.com/it/eventi/?id=1684&ida=607

 

 

dedicato al Cinema che si occupa d’Arte

H 20.00 MOZART: LETTERE ALLA CUGINA / L’epistolario censurato di W.A Mozart

Nella coincidente celebrazione del 150° dalla nascita di Sigmund Freud e del 250° della nascita di Mozart, viene presentato un docufilm incentrato su un evento che legò sorprendentemente questi due giganti del pensiero e dell’arte.
Lo scrittore austriaco Stefan Zweig, il 16 marzo 1931, invia a Sigmund Freud nove lettere che Mozart ventunenne aveva scritto alla cugina Maria Anna Thekla Basle, lettere “che gettano una luce psicologicamente assai singolare sul suo erotismo, che presenta infantilismo e accesa coprolalia in forma più marcata di qualsiasi altra grande personalità” perché, alla luce dei suoi “Tre saggi sulla teoria sessuale”, provi a farne affiorare le motivazioni più recondite.
Il video si sviluppa in forma di doc-fiction, alternando interviste a esperti di chiara fama (psicoterapeuti, musicologi, musicisti) all’interpretazione di attori che danno voce e volto ai protagonisti di questa vicenda.
La selezione musicale eseguita dal Trio Alma Mahler completa questo piccolo affresco di avvenimenti, sospesi tra ieri e oggi.
Tra gli altri, oltre Fabio Pasquini nel ruolo di Mozart e Maddalena Recino in quello della cugina, il documentario vede la partecipazione straordinaria di Ennio Coltorti, Rocco Papaleo e Massimo Popolizio sul fronte degli interpreti e del M°Luciano Cerroni e del Dott. Francisco Mele tra le voci degli esperti.

con Maddalena RECINO e Fabio PASQUINI
e la partecipazione straordinaria di
Rocco PAPALEO
Massimo POPOLIZIO
Ennio COLTORTI
sceneggiatura Riccardo BARBERA
scelta musicale di Giovanna DE RUBERTIS
regia di Enzo ARONICA

 

 

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Interviste Camere Penali Web TV 2017

Intervista al Prof. Francisco Mele, criminologo e psicoterapeuta …

▶ 14:30

19 nov 2017 – Caricato da CAMERE PENALI
Francisco Mele, docente e criminologo, racconta a Camere Penali TV la sua esperienza negli …

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Cure palliative pediatriche ISSN 2017

ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ

Cure palliative pediatriche in Italia: stato dell’arte e criticità

A cura di Enrico Alleva (a), Franca Benini (b), Anna De Santi (c), Andrea Geraci (d) e Marcello Orzalesi (e)

Il presente documento rappresenta il risultato di un lavoro di gruppo multidisciplinare, riguardante le attuali problematiche nell’ambito delle cure palliative nella popolazione pediatrica italiana. Si è cercato di fotografare la situazione attuale, evidenziando le criticità e provato a suggerire delle proposte. Le principali aree sono il contesto socio-culturale, quello politico-normativo, l’eleggibilità e le caratteristiche dei bambini in cura nonché le questioni relative alla formazione del personale. Si suggeriscono inoltre degli interventi cosiddetti integrati e quelli riguardanti la comunicazione, per i piccoli e giovani pazienti, per i loro familiari ma anche per il personale sanitario coinvolto in un tipo di assistenza particolarmente impegnativa.

This document is the result of a multidisciplinary working group concerning the critical issues of palliative care as far as the Italian pediatric situation is concerned. Starting from the study of the current situation, we pointed out critical points and tried to make proposals. The study examined the socio-cultural, political and legal background, analyses of young patients who met the eligibility criteria, the peculiarities of young patient treatment and personnel training, suggestions of integrative medicine and health communication for children, young patients and their families, and for health professionals involved in such a delicate activity/assistance.

Il rapporto è accessibile online dal sito di questo Istituto: www.iss.it.

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Sociologia della famiglia – corso 2017-2018

IPU ISTITUTO UNIVERSITARIO PROGETTO UOMO

CAMPUS DI SCIENZE PSICOPEDAGOGICHE E SOCIALI

AFFILIATO ALLA FACOLTA DI SCIENZE DELL’EDUCAZIONE UNIVERSITà PONTIFICIA SALESIANA DI ROMA

Anno Accademico 2017-18
Prof. Francisco Mele
ARGOMENTI
La famiglia nella storia, le trasformazioni e le tipologie familiari. La triade individuo-famiglia-istituzione. La triade dell’etica della personalità. La famiglia come luogo privilegiato della costruzione dell’identità. La mnemo-storia familiare. Il modello trialogico: studente-famiglia-docente.Analisi del contesto di incertezza, della società del rischio e della società post-nevrotica. Antropologia della famiglia e gli ordini di riconoscimento all’interno della triade: misconoscimento/riconoscimento/rivalità mimetica. La teoria sistemico-relazionale. Il concetto di ciclo vitale e ciclo culturale della famiglia. Strumenti utili alla comprensione del sistema familiare: il disegno della famiglia, il genogramma, l’ecomappa. L’etica ricostruttiva e la polemologia familiare.

BIBLIOGRAFIA
BOGGIO M. (2001), Farsi male, Falzea ed, Reggio Calabria; FOUCAULT M. (2004), Gli anormali, Feltrinelli, Milano; GIRARD R. (2001), Vedo Satana cadere come la folgore, Adelphi, Milano; HALEY Y (1976) , Terapie non comuni, Astrolabio, Roma; MELE F. (2004), Le spie dell’incertezza. La famiglia, la scuole, le istituzioni. La costruzione del Sé allo sbando, Bulzoni, Roma; BOGGIO M., BORTINO R., MELE F. (2006), Il disincanto. Le patologie dell’abbondanza in una comunità terapeutica di doppia diagnosi, Armando ed, Roma; MELE F. (2006) “Amarsi male. Quello che resta della famiglia in una società post-nevrotica” in In-dipendenza: un percorso verso l’autonomia, V.II,a cura di Teresa Albano e Lolita Gulimanoska, FrancoAngeli, Roma; GIDDENS ANTHONY, (1995) La trasformazione dell’intimità, Il Mulino, Bologna; SARACENO C., NALDINI M., (2007) Sociologia della famiglia, Il Mulino, Bologna; PAPA FRANCESCO (2016), Esortazione apostolica Amoris Laetitia, in http://w2.vatican.va/; Antonio Spadaro (2016) AMORIS_LAETITIA.pdfcommenti www.laciviltacattolica.it/articoli_download/…/SPADARO
Consultare i siti www.franciscomele.it e www.psicologiacritica.it

LEZIONI
I – 24 novembre 2017
Le origini della violenza sociale e familiare a partire dall’analisi del conflitto interreligioso nelle religiose monoteistiche secondo Jan Assman, Jonathan Sacks e René Girard.

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