PAPA FRANCESCO: L’ARMA VINCENTE DELL’UMILTA

Ecco come pensa papa Francesco
Maria Cristina Coccoluto | 27 agosto 2013

Papa Francesco

Todi. «Un punto essenziale nel sistema di pensiero di Jorge Mario Bergoglio è quello dei modelli geometrici; basti pensare alla metafora tra la sfera e il poliedro. La società contemporanea, portata a un’estrema competitività dal processo di globalizzazione, può essere accomunata a una sfera, che cancella ogni differenza fra gli individui portandoli a una perenne guerra l’uno contro l’altro. Mentre la società che ha in mente il Pontefice è assimilabile a un poliedro, una figura geometrica in cui si riconoscono le differenze tra i vari elementi che la compongono». Così parla Francisco Mele, ospite al Todi Festival in una conferenza dal titolo “La cattedra di Papa Francesco”, in cui ha dialogato di nuovo, dopo l’intervista apparsa su Repubblica il 20 agosto scorso, con Lucio Caracciolo, direttore della rivista di geopolitica Limes. Francisco Mele, docente in diverse università italiane e latinoamericane, è successore di Jorge Mario Bergoglio come professore di psicologia al Collegio universitario del Salvador di Buenos Aires.

«Le Chiese si stanno riempendo in Argentina – prosegue Mele – ma il successo di questo avvicinamento al popolo da parte di papa Francesco non sarà vanificato dalla volontà di gloria. Napoleone si credeva Napoleone, ecco perché è andato incontro alla disfatta. Bergoglio invece ha tra le sue armi più potenti quella dell’umiltà; lui non si crede Napoleone. Papa Francesco esce dalle dinamiche di potere e si avvicina al popolo, il quale gli riconosce il suo potere spirituale».

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Psycholog: papież Franciszek wygrywa, bo nie uważa się za Napoleona

Papież Franciszek 

PAP |  dodane 2013-08-27

PAP/EPA / Claudio Peri

Papież Franciszek wygrywa i zdobywa serca ludzi dlatego, że nie uważa się za Napoleona – twierdzi profesor psychologii z Buenos Aires Francisco Mele. Wykład na temat osobowości nowego biskupa Rzymu, a zarazem swego przyjaciela Mele wygłosił w Todi we Włoszech.

 W swym wystąpieniu, przytoczonym przez włoskie media, profesor powiedział: “papież Franciszek wychodzi poza dynamikę władzy i zbliża się do ludu, który uznaje jego władzę duchową”.

 – Kościoły w Argentynie wypełniają się ludźmi, ale sukces tego zbliżenia się do ludu ze strony papieża Franciszka nie zostanie udaremniony przez wolę glorii. Napoleon uważał się za Napoleona, oto dlaczego spotkała go klęska – oświadczył rodak papieża, który po nim wykłada psychologię w Kolegium Zbawiciela w Buenos Aires.

 – Jorge Mario Bergoglio ma wśród swego oręża to, co ma najpotężniejszą moc: pokorę. On nie uważa się za Napoleona – dodał profesor Mele.

 Nauczyciel akademicki z Buenos Aires wyraził następnie przekonanie, że istotę systemu myślenia nowego papieża można opisać posługując się figurami geometrycznymi. Profesor Mele zaproponował metaforę kuli i wielościanu. Zauważył, że obecne społeczeństwo, doprowadzone do stanu skrajnej rywalizacji przez proces globalizacji można porównać do kuli, w której przekreślane są wszystkie różnice między jednostkami, co z kolei jego zdaniem jest powodem wiecznej wojny między nimi.

 – Tymczasem społeczeństwo w rozumieniu papieża przypomina wielościan, w którym istnieją różnice między poszczególnymi częściami składowymi – ocenił profesor Mele.

 

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Bergoglio: unir a América Latina

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Brasil
Sexta, 23 de agosto de 2013

Bergoglio, herdeiro de Simón Bolivar
Entrevista com Francisco Mele

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Napoleone e la teologia del popolo (da “L’osservatore romano” del 21/08/2013)

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NELLA MENTE DI UN PAPA – Francisco Mele

NOTE di Francisco Mele all’articolo
La cattedra
Il padre Bergoglio ha tenuto la cattedra di psicologia al Colegio del Salvador intorno alla metà degli anni Sessanta.
Francisco Mele ha tenuto tale cattedra dal 1978 alla fine del 1985, anno in cui è venuto in Italia.
L’amicizia
Con il padre Bergoglio, Francisco Mele ha avuto un rapporto di contiguità determinato soprattutto dalla comune appartenenza all’ambiente culturale della comunità del Salvador a Buenos Aires, e dalla formazione avuta attraverso alcuni maestri in comune, da cui scaturiscono analoghe finalità derivate da tale formazione, che proseguono nelle attuali attività di Francisco Mele. Quindi, amicizia nel senso di consonanza.

La logica del leader religioso in occidente può coincidere con quella del leader politico, ma queste logiche divergono in rapporto al tipo di forza messo in campo, alle finalità e all’uso del potere.
La logica di Dio, come sostiene Kierkegaard, può sembrare assurda, come si può affrontare un leader politico soltanto con le armi dello Spirito?
Papa Bergoglio parla non solo ai latinoamericani, la sua voce e il suo sguardo comprende anche i popoli sofferenti dell’America del Nord e dell’Europa.

Se Dio non sa cosa pensa un gesuita, un gesuita sa cosa vuole Dio. Papa Bergoglio è capace di interpretare il comandamento di Dio: Non uccidere!

La logica de un lìder religioso en ocidente puede coincidir con la logica del lìder politico, per estas logicas se separan en relacion al tipo de fuerzas utilizadas en la accion, a las finalidades y al uso del poder.
La logica de Dios, como dice Kierkegaard, puede aparecer absurda, si puede enfrentar un lider politico solo con las armas del Espirito?

Si bien Dios no sabe que piensa un jesuita, un jesuita es capaz de saber lo que Dios quiere. Papa Bergoglio, es capaz de interpretar el mandamiento de Dios: Non matar!

“Vi racconto Bergoglio erede di Simòn Bolìvar”
di LUCIO CARACCIOLO

Francisco Mele
“Francesco è il primo papa bolivarista della storia. La sua visione geopolitica è quella di Simón Bolívar, il Libertador: unire l’America Latina per farne un soggetto economico autonomo e un attore politico indipendente sulla scena del mondo: la Patria Grande”.

Così parla Francisco Mele, psicoterapeuta, docente in diverse università italiane e latinoamericane, successore di Jorge Mario Bergoglio come professore di psicologia al Collegio universitario del Salvador di Buenos Aires, uno dei centri di formazione della classe dirigente argentina gestito dai gesuiti.

Mele conosce bene Bergoglio, il suo percorso teologico e culturale, le sue passioni e le sue qualità politiche. Di questo e di molto altro parlerà lunedì 26 settembre alle 12, al Festival di Todi, che quest’anno, tornato sotto la guida del suo direttore Silvano Spada, offre non solo teatro e arte di qualità, ma serate di dialogo e approfondimento politico- culturale di grande interesse. A Mele abbiamo chiesto di tratteggiare un profilo geopolitico-teologico di papa Francesco.
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Papa Francisco y la unidad de latinoamerica

MELE CONSIDERA AL PAPA UN HEREDERO DE SIMÓN BOLÍVAR

Fahrenheit Magazine
© 1994-2013 Agence France-Presse
20 agosto, 2013

Por Kelly VELASQUEZ ROMA (AFP) – El profesor italoargentino Francisco Mele, uno de los amigos más cercanos del papa Francisco, trazó este martes un retrato mordaz del pontífice argentino, a quien considera un “heredero de Simón Bolívar”. En una entrevista publicada por el diario La Repubblica, Mele, quien remplazó a Jorge Mario Bergoglio como profesor de psicología […] Continua a leggere

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Bergoglio/ La repubblica “entra nella mente” di Papa Francesco

 

 

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Bergoglio/ Repubblica entra “nella mente” di Papa Francesco

Il sussidario.net, martedi 20 agosto 2013

Il quotidiano La Repubblica, nel suo numero di oggi, lancia una grande intervista a cura di Lucio Caracciolo che si pone l’ambiziosa sfida di entrare (niente meno)nella “mente di un Papa”. Un viaggio che occhieggia a Nanni Moretti, ma che si pone l’intento di conoscere meglio quel lato umano del Pontefice che ha impressionato il mondo. Etichettato da molti come il “Papa argentino”, per sottolineare l’eccezionalità della scelta da parte dei vescovi che lo hanno eletto. Francesco I viene descritto da un suo caro amico come il primo erede di Pietro ‘bolivarista’. Nell’intervista del 20 agosto rilasciata da Francisco Mele, psicoterapeuta, docente universitario in diversi istituti italiani e sudamericani, nonché successore di Bergoglio alla cattedra di psicologia del Collegio universitario de Salvador di Buenos Aires, si intravede l’immagine di un Papa che riflette il pensiero del noto patriota rivoluzionario Simòn Bolivar. Il generale venezuelano si era protagonista dell’indipendenza della Grande Colombia di cui fu il presidente dal 1819 al 1830. Il neo-eletto al soglio di Pietro infatti, è la figura di spicco dell’America latina, rappresenta la voce di tutti i popoli compresi tra Rio Grande la Terra del Fuoco sotto l’egida del valore cristiano. Francesco immagina un soggetto politico autonomo e indipendente che vada oltre il vincolo linguistico. S’intende ovviamente il Brasile, una terra che sta molto a cuore al Papa, come dimostrato del recente viaggio i cui i fedeli l’hanno accolto come fosse un loro connazionale. Questa visione geopolitica comprende anche il pensiero di altri patrioti, come ad esempio Artigas e San Martin. Il fine ultimo del suo pensiero sarebbe quello di fare da contrappeso allo strapotere economico statunitense dal quale gli stati latini sono dipendenti. Una riprova di quanto detto è rintracciabile in alcuni scritti e alcune dichiarazioni: si faccia riferimento alle parole usate per il libro del segretario della Pontificia Commissione per l’America Latina, Guzmàn Carriquiry, pubblicato nel 2011, riguardo al tema delle indipendenze dei paesi sudamericani. Le mosse di questa concezione sociopolitica sono da ricercare nella “teologia del popolo”, che viene intesa come superamento della “teologia della liberazione” anche se non si vuole cancellare ogni suo aspetto. I teologi di quest’ultima corrente s’ispiravano a teorie di stampo marxista, mentre i nuovi teologi sono guidati dalla dottrina sociale della Chiesa, da documenti dell’Episcopato latinoamericano di Medellin, Puebla e Aparecida che confidano nell’azione del popolo anziché in quella delle classi sociali. Un occhio di riguardo è rivolto ai meno ambienti che in Sud America sono ancora molti, tropi, emarginati dalle classe dominanti che detengono il potere e sono viziate dal capitalismo moderno.

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