LA TEOLOGIA DEL POPOLO (PUEBLO) in Papa Francesco

padre Juan Carlos Scannone 24-03-14 alla gregorianafrancisco nello studioIl 

Padre Juan Carlos Scannone

Il  TRIALOGOS PERSONALE[1]

DALLO SPAZIO DELL’INTER-ANONIMATO AL LUOGO DEL INTER-SOGGETTIVO. DALLA MASCHERA AL VOLTO

Francisco Mele

All’interno della comunità considerata nella dimensione del popolo di Dio il soggetto individuale viene superato dal soggetto plurale. Si tratta di un soggetto comunitario che agisce con una triplice funzione. Il soggetto comunitario dà spazio alla manifestazione di tre logoi, ovvero il logos di Dio, il logos della comunità intesa come unità multiforme culturale, e il logos della persona che trova negli altri due logos la propria forza e garanzia.

Il soggetto plurale nella configurazione di persona si trova a dover fronteggiare un rapporto con l’intimità, con il suo centro ontico nell’espressione del filosofo Ismael Quiles, in un rapporto con la “estimità” ovvero con la esteriorità che non è uno spazio esterno totalmente ma uno spazio che interviene nella stessa costruzione del soggetto plurale.

Il logos giovanneo che riguarda l’importanza del Verbo dà inizio alla costruzione del mondo perché senza il Verbo non c’è possibile conoscere il mondo. Ma questo Verbo inteso come la parola incide nel corpo del vivente, lasciando il segno in termini lacaniani il “tratunario”, che permette al soggetto del popolo cristiano l’inizio della costruzione della propria identità.

Il logos come parola di Dio ha una duplice collocazione. Si trova in una esteriorità e in una interiorità: la parola di Dio la si ascolta come se venisse dall’esterno, ma al tempo stesso la si ascolta come se provenisse dalla propria interiorità, cioè da quel centro ontico del soggetto.

Se lo Spirito si incarna nel popolo, il soggetto dovrà ascoltare quel popolo di cui fa parte. Gli altri gli restituiscono il volto dell’invisibile.

Il concetto di popolo è un concetto che porta a discussioni contrastanti. Emmanuel Lévinas era contrario all’idea di popolo, in quanto le ricorda il Wolk nazista, padre Juan Carlos Scannone – uno dei padri della Teologia del Popolo- le risponde che c’è una grande differenza tra i due tipi di popoli. In quello di Wolk,  l’idea di popolo ha a che vedere con un esercito di persone in marcia, in cui tutti tenendosi per le braccia intrecciate seguono il leader illuminato.

A questa idea di popolo i teologi del popolo contrappongono il “noi” comunitario, che si presenta in una triplice dimensione, “gli uni con gli altri”, “l’essere di fronte all’altro”, “l’essere tra” (come lo è Gesù tra di noi), tenendo conto da dove si viene, che vuol dire riconoscere la lingua e la cultura degli altri ai quali la triade Io Tu Egli appartiene. Continua a leggere

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Cardinale Eduardo F. Pironio, in via di beatificazione (en vias de beatificaciòn)

INTERVISTA DI FRANCISCO MELE AL CARDINAL EDUARDO PIRONIO,

Cardinal Pironio

Predilezione per i poveri e per i giovani. Uno degli ideatori insieme a Giovanni Paolo II della Giornata mondiale della gioventù.

(Entervista al Cardenal Pironio, el ideador junto al papa Juan Pablo II de la Jornada Mundial de la Juventud). Precursore di Papa Bergoglio, argentino di origine italiana, è stato papabile. Segretario del Sinodo dei Vescovi sotto il pontificato di Paolo VI in cui è stata pubblicata l’esortazione apostolica Evangelii Nuntiandi (1975) che è stata ispiratrice della Evangelii Gaudium (2013).

Card. Pironio: l’11 marzo a Roma chiusura della fase diocesana di beatificazione

9 marzo 2016

SIR- Servizio Informazione Religiosa. Si chiude la fase diocesana della causa di beatificazione e canonizzazione del servo di Dio cardinale Eduardo Francisco Pironio. La sessione di chiusura, presieduta dal cardinale Agostino Vallini, vicario per la diocesi di Roma, si terrà l’11 marzo nella Sala della Conciliazione del Palazzo del Vicariato (piazza San Giovanni in Laterano 6/A, ore 12). “Ricordare Pironio, l’amico di Dio – disse durante una commemorazione nel 2002 l’allora cardinale Jorge Mario Bergoglio – fa sentire nostalgia di non poter più contare qui sulla terra con quell’amico degli uomini e per tutti gli uomini. Ma è anche commemorare, rendendo attuale la sua vita che traspariva nei suoi scritti, seminata lungo il suo ministero pastorale e episcopale, colui che lasciò alla chiesa di Gesù Cristo, specialmente nella nostra patria, il cammino dell’amicizia come mezzo per andare sicuri verso Dio con i fratelli”. Continua a leggere

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