NUOVI POVERI: neolaureati e operatori sociali

di FRANCISCO MELE

dalla rivista Trethemi 2012 anno 1 numero 3

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ATTACK MECHANISMS IN PSYCHOLOGY – MECANISMOS DE ATAQUE EN PSICOLOGIA

ATTACK AND DEFENSE MECHANISMS IN PSYCHOLOGY

MECANISMOS DE ATAQUE PSICOLOGICOS

 

FRANCISCO MELE
Basic psychopathology
Publication of 16 April 2012
THE PERSONAL WEAPON ARSENAL
Traduzione di Paola Costa
In the following pages we will develop some concepts that will be treated in greater detail in the following chapters, which are a continuation of “My Dear Enemy: the Daily War in Families and institutions” for a project on the analysis of interpersonal conflicts. Why do we consider defense mechanism and forget attack mechanisms? If someone defends himself it is because someone else attacks. Attack and Defense mechanisms should be read in the framework of the theory of interpersonal polemology.
Psycho-pathology bases its premises on descriptions of clinical frameworks based on defense types that predominate in one of the other case. In a neurotic context what predominates are removal, reactive formation, displacement and condensation, rationalization or intellectualization. In cases of serious personality troubles, one sees scission, projection, idealization, if not denial and the rupture between the self and the reality principle.
Why does one consider defense mechanisms and forget attack mechanisms? If someone defends himself it is because someone else attacks. In the field of biology, one studies both the mechanisms of pathogenic agents which attack the immune system of a subject, and the defense mechanisms that an organism puts into action to protect its own integrity. In the field of psychology it is more difficult to distinguish attack from defense mechanisms.
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DELITTO IN TEMPO DI FACEBOOK

FRANCISCO MELE

Il delitto avviene all’interno del contesto dei social networks, in particolare di facebook: tutto un mondo del quale non conosciamo le conseguenze pratiche circa l’uso di tale mezzo. Questo delitto si è costruito intorno a facebook.

L’uccisione di Carmela costituisce il centounesimo “femminicidio” del 2012. La polemologia del quotidiano che si materializza in ambito familiare si presenta come l’eruzione di un vulcano affettivo senza argini, una vera emergenza dei sentimenti.

Il delitto avviene all’interno del contesto dei social networks, in particolare di facebook: tutto un mondo del quale non conosciamo le conseguenze pratiche circa l’uso di tale mezzo. Questo delitto si è costruito intorno a facebook.

Lucia e Samuele si erano conosciuti attraverso facebook.

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IDENTITA’ E RICONOSCIMENTO

La teoria del riconoscimento

FRANCISCO MELE

Charles Taylor sostiene che esiste un legame fra riconoscimento e identità. La nostra identità è plasmata in parte dal riconoscimento o dal mancato riconoscimento o, spesso, da un misconoscimento da parte di altre persone, per cui un individuo o un gruppo possono subire un danno reale se le persone o una società che lo circondano gli rimandano una immagine di sé che lo umilia; il non riconoscimento è una forma di oppressione che imprigiona una persona in un modo di vivere impoverito. Continua a leggere

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SUICIDI DALL’ALTO
La salvezza dal balcone

di Francisco Mele

25-04-12

Oppresso dai debiti si lancia dall’ottavo piano – Tragedia nel quartiere del Vomero a Napoli. Un agente immobiliare padre di due figli – di 9 e 14 anni – si è suicidato perché angosciato dai problemi economici. Il giorno prima aveva già tentato il suicidio ma era stato salvato da poliziotti allertati dalla moglie. “Non ce la faccio più” aveva detto agli uomini che lo avevano fermato mentre tentava di lanciarsi da un ponte: era stato trovato su di un costone della collina di Posillipo, proteso verso il vuoto, con gli occhi chiusi. Continua a leggere

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ESSERE E GUERRA
Polemologia quotidiana

FRANCISCO MELE

LE FUNZIONE DEL NEMICO:

-SERVE A COMPATTARE L’IDENTITà DELL’INDIVIDUO E/O DEL GRUPPO
-PERMETTE DI GIUSTIFICARE IL PROPRIO FALLIMENTO
-IMPEDISCE DI VEDERE IL PRECIPIZIO

2010
Il concetto di polemologia rimanda alla tesi di Hobbes della guerra di tutti contro tutti.
Questa formulazione deve essere precisata in quanto il termine “guerra” ha subìto delle trasformazione di significato. Il significato più ovvio di guerra rimanda al conflitto fra stati, fra eserciti regolari ed eserciti irregolari, o – definita come guerra civile – fra conflitti all’interno di uno stesso stato.
Se la follia – come sostiene Lacan – fa parte dell’essenza del soggetto, in questa linea tracciata da Foucault è la guerra a costituire l’essenza dell’uomo.

La politica è la guerra continuata con altri mezzi. Tale affermazione è stata rovesciata da Clausewitz, che scrive che la guerra non è che la prosecuzione della politica.
Questo ripristino del valore della guerra come rapporto originario tra gli esseri umani dal quale deriva l’organizzazione politica – possiamo aggiungere l’organizzazione economica -, l’organizzazione giuridica e in generale tutte le istituzioni costitutive della società, rappresenta il concetto attraverso cui intendo sviluppare la polemologia familiare, ossia analizzare i rapporti di forza, di tensione, di lotta per il dominio che sono alla base dell’organizzazione familiare.

Siamo dunque in guerra gli uni contro gli altri; un fronte di battaglia attraversa tutta la società, continuamente e permanentemente, ponendo ciascuno di noi in un campo o nell’altro. Non esiste un soggetto neutrale. Siamo necessariamente l’avversario di qualcuno” .
Questa idea di concentrare negli apparati dello Stato il controllo e la gestione della violenza non ha significato l’eliminazione della violenza. Il diritto e la politica come mediazione dei rapporti di tensione tra gruppi, istituzioni ecc. sono le strutture migliori per mediare ed evitare lo scontro fisico fra gli individui, ma non sono tuttavia esaustive della violenza tra individui. Continua a leggere

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SUICIDI E OMICIDI
due facce della crisi

30-04-12
di Francisco Mele

Da quando è cominciata la crisi attuale alla fine del 2008, viene registrato un numero significativo di suicidi e di omicidi: i primi si verificano per la grande maggioranza nell’ambito maschile; i secondi, soprattutto realizzati da uomini, si appuntano a donne.
Un tale numero di morti, su due diversi fronti, pone una domanda: se vi possa trovare una comune motivazione che ne individui una correlazione.
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MECCANISMO DI ATTACCO, meccanismi di attacco psicologici, mecanismos de ataques psicologicos

FRANCISCO MELE
10 marzo 2012

MECCANISMI DI ATTACCO E DI DIFESA IN PSICOLOGIA

L’ARSENALE BELLICO PERSONAL

Si sviluppano in queste pagine alcuni concetti che troveranno ampia trattazione in successivi capitoli, proseguimento di “Mio caro nemico – la guerra quotidiana in famiglia e nelle istituzioni” per un progetto sull’analisi dei conflitti interpersonali.
Perché si considerano i meccanismi di difesa e si dimenticano i meccanismi di attacco? Se qualcuno si difende, è perché qualcuno attacca.
I meccanismi di attacco e di difesa devono essere letti nell’ambito della teoria della polemologia interpersonale.

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LA RIVALITA TRA WAGNER E NIETZSCHE

FRANCISCO MELE

Il concetto di rivalità mimetica permette di spiegare la rivalità innescata tra Wagner e Nietzsche ed anche l’oscillazione maniaco-depressiva di cui soffriva il filosofo tedesco, invidioso del successo avuto dal suo prima amico e modello, poi rivale e nemico. René Girard sostiene che la follia di Nietzsche non è legata al fatto di essere stato colpito dalla tubercolosi, ma al suo risentimento definito come la vendetta indebolita nei confronti di un reale o immaginario amico idolatrato, che diventa poi il nemico da perseguitare o dal quale difendersi. Continua a leggere

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GUGLIELMINA W. PRONIPOTE DI WAGNER

FRANCISCO MELE

In quegli anni ho conosciuto Guglielmina Walter, tedesca, pronipote del musicista Richard Wagner, donna di raffinata cultura che soffriva di un disturbo maniaco-depressivo.
Quando l’ho conosciuta, Guglielmina era ricoverata già da trent’anni in quell’ospedale. Mi risultava difficile capire come fossero stati sufficienti i motivi per i quali vi era stata rinchiusa: dava fastidio ai vicini, in quanto suonava il pianoforte anche di notte, diffondendo all’intorno le note di marce funebri da lei predilette; la sua opera preferita era la sonata numero due opera trentacinque di Chopin, ed anche la sonata per pianoforte numero dodici opera ventisei di Beethoven. Le piaceva inoltre ascoltare ad alto volume la marcia funebre del Sigfrido scritta dal suo celebre antenato.
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