SUICIDI E OMICIDI
due facce della crisi

30-04-12
di Francisco Mele

Da quando è cominciata la crisi attuale alla fine del 2008, viene registrato un numero significativo di suicidi e di omicidi: i primi si verificano per la grande maggioranza nell’ambito maschile; i secondi, soprattutto realizzati da uomini, si appuntano a donne.
Un tale numero di morti, su due diversi fronti, pone una domanda: se vi possa trovare una comune motivazione che ne individui una correlazione.

I casi di suicidi – realizzati da uomini – sono collegati per la maggioranza a situazioni di disagio economico. Alcuni esempi: un imprenditore che ha valutato l’impossibilità di continuare a rendere redditizio il proprio lavoro di agente immobiliare; un datore di lavoro che non può più mantenere in fabbrica i suoi dipendenti per mancanza di richieste della sua produzione e si sente responsabile nei loro confronti; un manager che, pur trovandosi con dei crediti nei confronti dello Stato – o Provincia o Comune -, non riesce a riscuoterli per mancanza di solvibilità dell’Ente Pubblico; un individuo rimasto senza posto di lavoro o un disoccupato che non trova un’occupazione che gli consenta di mantenere la famiglia ecc.

I casi di omicidi – operati da uomini su donne – sono collegati in grande maggioranza a situazioni di tradimento, paure di abbandono e altre condizioni analoghe che esamineremo a parte.

La perdita di una base sicura di lavoro, e quindi di solidità economica, toglie alla condizione maschile quel punto di appoggio fondato sull’autostima circa la propria posizione nel mondo che è prerogativa essenziale dell’universo maschile. Se l'”organizzatore esistenziale” della vita è la riuscita nel lavoro, venendo a mancare tale elemento, l’individuo si sente insicuro e crolla emotivamente.

La perdita di una certezza nel proprio privato attraverso la fiducia nella compagna di vita, rappresenta una profonda ferita al proprio narcisismo da parte di chi ha scelto come punto di appoggio all’esistenza la sfera degli affetti e dell’eros. Se l'”organizzatore esistenziale” della vita è la riuscita nell’ambito affettivo ed erotico, venendo a mancare tale elemento, l’individuo si sente insicuro e crolla emotivamente.

Queste due cause di morte possono avere un elemento in comune?

Noi lo individuiamo nella perdita dell’elemento fondante della propria identità.

La situazione di crisi acuisce la sensibilità di ogni individuo che in qualche modo ne venga toccato: nel caso del suicida l’aggressità è diretta verso se stesso; nel caso dell’omicidio di una donna, l’aggressività è diretta verso l’esterno.

In entrambi i casi, suicidi ed omicidi imprimono al loro atto un processo circolare: colpendo se stesso, il suicida colpisce anche altri; colpendo la donna amata, l’omicida colpisce se stesso.

Nell’attuale situazione italiana si cerca di individuare il responsabile – o i responsabili – che ha portato alla crisi. Le cause sono di vario genere. i partiti, le banche, gli evasori, l’euro, la Cina ecc. Da tali grandi “colpevoli” si discende agli esecutori che eseguono le richieste per conto dello Stato, che con sempre più gravosità esige denaro dai cittadini.
E’ una notizia che può far riflettere sulla possibilità di deviare dall’inevitabilità dei comportamenti il caso di quell’esattore di Equitalia, avvocato, il quale scopre che un suo vecchio amico si è suicidato per non essere stato in grado di pagare il debito che Equitalia gli ha contestato. L’avvocato allora si dimette dall’incarico e offre alla famiglia dell’amico suicida quanto guadagnato con le parcelle delle sue prestazioni per ottenere dai debitori le cifre dovute.E’ evidente che il gesto dell’avvocato è conseguente ad una riflessione da lui elaborata circa le procedure messe in atto dall’ente. Per la prima volta questo avvocato si è immedesimato nell’altro, superando le rigide forme giuridiche, per le quali c’era soltanto un debitore ed un esecutore di crediti.
L’idea che Equitalia sia il nemico a cui opporsi in forme anche violente non è rara: in tanti hanno mandato avvertimenti minacciosi alle sedi della struttura, e addirittura proiettili dentro a buste recapitate.
Il suicida si getta contro la struttura economica che impedisce il suo proseguimento vitale, il cui nome astratto è Equitalia, personalizzata dalla firma di un dipendente della struttura che non ha deciso nulla in merito alla comunicazione al soggetto, ma ha soltanto obbedito ad un meccanismo a catena il cui ultimo anello è quella comunicazione scritta.

Quale proposta da parte si può fare per contener queste forme di violenza su di sé e sugli altri? Suggerisco quanto Aung San Suu Kyi ha adottato su di sé come regole derivategli da un saggio buddista. Tra queste regole – la fede, l’energia, la concentrazione, la saggezza e la concentrazione -, variamente intrecciate fra loro per consentire un comportamento che permettesse di continuare a lottare con dignità, il saggio insisteva sulla consapevolezza, elemento quanto mai prezioso per poter interagire con gli altri ed avere una esatta capacità di conoscere se stessi, rimanendo fermi di fronte alle avversità così come alle vittorie. Essere consapevoli di sé aiuta a rispettare se stesso quanto gli altri e a trovare una via di uscita di fronte a situazione apparentemente prive di soluzione.

Questa ricerca della consapevolezza può anche essere fatta in gruppo, attraverso una sorta di auto-aiuto che mettendo a confronto varie persone ciascuna con un proprio problema consente che si abbia consapevolezza dei disagi altrui, condividendo li e ridimensionando i propri. Soprattutto un tale tipo di lavoro di gruppo permette a chi vi partecipa di non sentirsi più isolato nella convinzione di una propria assoluta colpevolezza della situazione negativa nella quale si è trovato, vedendo invece gli altri elementi convergenti a tale situazione. E’ importnate, in tale acquisizione, il fatto di DECENTRARE SE STESSI, vedendo la propria sitazione da un’altra angolazione.

Stanno nascendo dei Centri finalizzati a portare aiuto alle persone afflitte da disagi economici e affettivi. Anche le donne delle famiglie in cui si sono verificati i suicidi stanno riunendosi per poter superare la situazione di profonda crisi, non solo economica, nella quale sono cadute.

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