LA PERDITA DEL LAVORO E SUICIDIO / La Repubblica- Napoli

Crisi: psicologo su suicidio Napoli, perdita lavoro produce crollo autostima in uomini

Roma, 30 apr. –
(Adnkronos) -”La perdita di una base sicura di lavoro, e quindi di solidita’ economica, toglie alla condizione maschile quel punto di appoggio fondato sull’autostima circa la propria posizione nel mondo che e’ prerogativa essenziale del loro universo rispetto a quello femminile . Se ‘l’organizzatore esistenziale’ della vita e’ la riuscita nel lavoro, venendo a mancare tale elemento, l’individuo si sente insicuro e crolla emotivamente”. Cosi’ lo psicanalista e criminologo Francisco Mele commenta all’Adnkronos la lunga scia di suicidi per motivi economici, l’ultimo quello del portiere che si e’ tolto la vita a Napoli dopo essere stato licenziato. “In questo gesto definitivo -spiega Mele- coesistono due elementi, il meccanismo di attacco e il meccanismo di difesa: di attacco, perche’ e’ come se si volesse colpire con un atto ideale e morale il presunto nemico, per lasciarlo confuso, disorientato e dubbioso; di difesa, per preservare dalla distruzione quel poco che resta della propria dignita’. Nel caso specifico del suicidio di Napoli, l’uomo aveva perso la madre e la sua famiglia, la moglie lo aveva lasciato e se ne era andata con i figli. Cosi’ ha finito per sentirsi colpevole di tutte le sue disgrazie. E si e’ impiccato: un’azione che riproduce la dialettica del boia e della vittima. Il portiere insomma e’ diventato boia e vittima di se’ stesso”. “Sarebbe necessario – sottolinea lo psicologo, che e’ curatore di un blog (www.psicologiacritica.it ) dove si approfondiscono queste tematiche- creare dei Centri finalizzati a portare aiuto alle persone afflitte da disagi economici e affettivi, uno di questi e’ stato aperto per gli imprenditori dal Sole 24 Ore”.

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