IL TOSSICODIPENDENTE E L’ONANISTA

FRANCISCO MELE

marzo 2008

Una delle tre figure del mostruoso descritta da Foucault9 è quella dell’onanista. La masturbazione si pone come un segreto condiviso da tutti, ma che nessuno comunica a nessun altro; è un segreto che non viene condiviso apertamente con gli altri. La masturbazione a metà del XIX secolo viene considerata la radice virtuale di quasi tutti i mali, soprattutto la causa delle malattie nervose e psichiche.
Sempre secondo Foucault, queste tre figure inserite nel quadro degli anormali -il mostro, l’individuo da correggere e l’onanista – hanno dato origine alla nascita delle diverse discipline o scienze umane che nascono dal modello delle scienze naturali applicate all’uomo (psicologia), alla società occidentale (sociologia) o ai popoli primitivi (antropologia) .
Nell’800 si inserisce con più pieni poteri la psichiatria; quell’individuo che non può essere punito con la legge viene indirizzato allo psichiatra che deve dare il suo verdetto. Si pone l’interrogativo se il mostro sia o no un malato di mente.

Dall’individuo da correggere si occuperà la pedagogia.
Dell’onanista invece, segnala Foucault si occuperà la famiglia insieme al medico di famiglia; dovranno persuadere, controllare, punire il bambino che si masturba. La famiglia deve sorvegliare da vicino che cosa fa il bambino quando si chiude nel bagno, rimane solo nella sua stanza o si nasconde in luoghi appartati; più che peccato, la masturbazione viene considerata una vera e propria azione che va contro i principi della salute; siamo in pieno periodo della medicalizzazione della società; si impone il concetto di norma stabilita dalla medicina ufficiale: coloro che non entrano nella norma sono considerati anormali e quindi devono sottomettersi al discorso giuridico o al discorso medico; si scatena una vera e propria crociata contro i bambini e gli adolescenti che si masturbano, anche la scuola viene coinvolta in questa caccia alle streghe. I manuali di patologia riportano la masturbazione come l’origine di malattie agli occhi, meningiti, tisi, tubercolosi, e soprattutto gli alienisti considerano la masturbazione causa di alcune forme di malattie mentali. In un periodo posteriore lo studio si concentra sul desiderio degli adulti per i bambini che diventa lo stimolo per la masturbazione; si consiglia di prestare attenzione al comportamento del domestico, della governante, del precettore, dello zio o della zia, dei cugini, che potrebbero sedurre i bambini e quindi introdurre la dimensione perversa della sessualità. I genitori vengono messi sotto accusa se non sono in grado di sorvegliare adeguatamente, e a loro vengono insegnate delle strategie per sorprendere il bambino nel momento in cui tenta di masturbarsi.

I medici consigliano ai genitori di dormire nella stessa stanza dei bambini; i genitori diventano degli agenti della crociata medica: una volta scoperto il colpevole, si deve chiamare il medico, che deve fornire le cure al bambino onanista. La medicina aveva creato tutta una serie di apparecchiature per evitare la masturbazione. La presa di contatto fra la medicina e la sessualità avviene attraverso la famiglia. Della sessualità dei bambini si sono occupati gli psicoanalisti. La masturbazione entra in quell’atto compulsivo e ripetitivo che viene anche definito come vizio. Questo legame fra medicina e famiglia lo troviamo poi nella terapia familiare in cui i genitori di un figlio con problemi psicotici, di comportamento, di tossicodipendenza vengono considerati come dei co-terapeuti. In un primo tempo del lavoro con i tossicodipendenti nelle famiglia si sono trattati i tossici come si faceva in precedenza con i bambini onanisti; gli esperti consigliavano ai genitori di guardare i ragazzi negli occhi, di sorvegliarli nel bagno e nella loro stanza, da soli o quando vi si rinchiudevano con gli amici; di cercare dove nascondessi gli strumenti della droga, di ascoltarne le telefonate, di eseguire dei blitz nel bagno per prelevare l’urina da controllare nonché di inseguirli per strada al fine di scoprire chi frequentava.
La tossicodipendenza ha molti punti in comune con la masturbazione, ma ormai non è più – come la masturbazione – da nascondere e da non condividere.

La perversione non è più un’azione da nascondere come una volta; certe forme di comportamento oggi chiedono di essere legittimate – omosessualità, sadomasochismo, voyeurismo, esibizionismo e altre forme un tempo deprecate, combattute e represse: se ne è ribaltata la valutazione morale, cancellandone la condanna; le nuove tecnologie contribuiscono a tale mutamento operando aggregazioni che si formano attraverso internet e che, liberi da controlli giuridici, si incontrano, si forniscono notizie, venendo a costituire gruppi di pressione che possono arrivare a influenzare, con la forza del numero l’elaborazione di leggi ad essi favorevoli.
In questo campo inoltre è il Potere a incitare al “godimento”. L’ingiunzione di rappresentanti di potere che sorridono incitando al consumo e all’edonismo esistenziale, non nascondendo, come una volta, forme di corruzione e di trasgressione delle leggi, contribuisce ad operare tale sovvertimento. Questa stessa pressione, dal basso e dall’alto, verso la soddisfazione di tutte le pulsioni porta poi a reazioni talvolta di restaurazione, di moralizzazione, e di repressione.

All’inizio la tossicodipendenza, l’anoressia e bulimia e altre forme di dipendenza patologica, come il gioco, erano circoscritta a piccoli gruppi e tollerate dal Potere; quando però tali fenomeni si diffondono a livello di massa e soprattutto la tossicodipendenza e il gioco vengono gestiti a livello mafioso in quanto fonte di forti guadagni, si verifica un rischio grave nei confronti dell’intera struttura sociale.

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