Psicopolitica del sovrano

PSICOPOLITICA: LA RIVALITA SOVRANISTA

Articolo sviluppato presso la CGIL di Bologna il 6 giugno 2019

 di Francisco Mele

Il pensiero triadico 

 Passare dal pensiero diadico a quello triadico significa introdurre la figura del terzo o il luogo della terzietà, intesa come un’istanza che permette la distanziazione dall’immediatezza e distinguere l’urgenza dalla riflessione, ovvero non rispondere in forma immediata e quindi dare spazio a un’attenta considerazione a livello del pensiero astratto.

La prospettiva triadica dà spazio a raccogliere altri punti di vista e quindi a ridimensionare la visione di un io-tu solipsista.

Il padre occupando il luogo della terzietà si pone nella funzione distanziatrice necessaria per introdurre in questo caso nell’ambito della famiglia la Legge che supera l’arbitrarietà della regola imposta dal capriccio di ogni individuo o integrante dell’organizzazione familiare.

Il padre deve rinunciare all’idea di essere lui la Legge e accettare di essere anche lui sottoposto a tale Legge.

La prospettiva del terzo come terzietà dà la possibilità di capire a chi si trova ad esempio su di un treno fermo in una stazione di rendersi con di chi è che si muove quando il treno sta partendo. C’è un istante in cui il viaggiatore non riesce ad avere la cognizione di quale treno si è messo in moto.

È necessario spostare lo sguardo su di un punto terzo come ad esempio un lampione che dà la possibilità di trovare la posizione e di capire chi parte e verso quale direzione.

La Legge e la libertà, come l’ossigeno, quando mancano, ci se ne rende conto.

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