La Teologia del Pueblo de Papa Francisco

Dialogo con padre Scannone acerca de la Teologia del Pueblo de Papa Francisco

Francisco Mele

El 4 de octubre, en el dia de San Francisco, padre Juan Carlos Scannone[1]y padre Carlos Maria Galli tienen sus disertaciones  sobre los 40 años de Puebla y los efectos de tales documentos de entonces sobre la actual Teologia latinoamericana. El itinerario que parte desde Medellin 1968 se enriquece con el Sinodo de los obispos latinoamericanos reunidos en Puebla en 1979, prosigue con Santo Domingo (1992) con la presencia de Juan Pablo II, y  despuès con el documento del 2007 en Aparecida (Brasil) , que ha sido fundamental para la visibilidad de padre Jorge Mario Bergoglio. Este itinerario que abarca la lectura de los documentos sociales de la Iglesia a la luz del Vaticano II, han un efecto particular en el nacimiento de la Teologia de la Liberaciòn y sobre todo en, nuestro caso, sobre la Teologia del Pueblo. Uno de los representates històricos de la Teologia de la Liberaciòn padre Gustavo Gutiérrez espuso su conferencia el dia anterior.

El documento de Puebla acentùa el pensamiento de Medellin sobre  la opciòn preferencial por los pobres.

Scannone afirma, que en Latinoamerica , a partir de los documentos del Vaticano II ha dado lugar al nacimiento de 4 teologias de la Liberaciòn, y una de ellas -segùn Gutiérez[2]–  es la Teologia del Pueblo; esta Teologia es una  lectura da parte de un grupo de estudiosos argentinos reunidos en San Miguel en el 1968 que diò lugar a un documento que hizo historia. En ese documento se reconocen los aportes de  Lucio Gera y de Eduardo Pironio . Hay que tener en cuenta  la diferencia de metodo entre la Teologia argentina y la Teologia de la Liberacion como la conocemos, se tratò del pasaje desde el paradigma socio-cultural al paradigma històrico-cultural. De una visiòn sociologica a-historica, basada en la dialectica hegeliana de la lucha por el reconoscimiento – a la base de la lucha de clases- se pasò  a un metodo màs bien inspirado en Husserl , en el cual la lectura tiene cuenta de los distintos momentos historicos que vive un pueblo. En esta linea, Scannone toma en cuenta las reflexiones de Paul Ricoeur que junto al pensamiento de Emanuel Lévinas han hechado las bases filosoficas de la Teologia latinoamericana, donde no se trata de imaginar un mundo sin clases sociales, màs bien, un mundo donde el conflicto viene resuelto con la bùsqueda de una convivencia, la solidariedad, puede ser un motor que ayude a  superare las diferencias e introducir el valor evangelico de la Justicia.  El paradigma socio-cultural tiende a liberar la sociedad de las diferencias sobre todo econòmicas. El modelo històrico-cultural cristiano tiene a liberar el hombre de las distintas dependencias através del mensaje del Evangelio. La evangelizaciòn de la cultura que viene elaborada claramente da Paolo VI en la Evangelii Nuntiandi. La liberaciòn non està dirigida a un sujeto sino a un pueblo, a una cultura. La Religion toma sus formas segùn el tipo de cultura en la cual se halla inserida. Evangelizar la cultura a partir de los pobres, definidos “pobres con Espiritu” de parte de Ignacio Ellacuria -amigo y consejero de Monsenor Romero- uno de los seis sacerdotes jesuitas asesinados en El Salvador.

También aqui vienen escandidos -segun el teologo Galli, discipulo de Gera-  cuatro generaciones de teologos del Pueblo, en la primera figuran Lucio Gera, Justino O’Farrell, Rafael Tello entre otros, en la segunda generacion econtramos Juan Carlos Scannone y en la tercera Carlos M. Galli; en la cuarta generaciòn, estamos en presencia de jovenes teologos que estan ejerciendo una pastoral cerca de los humildes que sufren hasta de hambre injustamente en un pais rico como la Argentina. Podemos nombrar, padre Pepe (José) de Paola, amigo de Bergoglio, padre  Antonio M. Grande – ex rector de la Iglesia Argentina en Roma-   hizo su tesis doctoral sobre la Teologia del Pueblo con la supervisiòn del mismo Galli. En Italia, padre Walter Insero, famoso por ser el sacerdote de la Misa de los artistas en Piazza del Popolo de Roma, ha publicado su tesis de doctorado en la Gregoriana, dedicada a la Teologia del Pueblo. El aporte de Galli , resulta significativo para construir una Teologia de la Ciudad, en su libro “Dios vive en la ciudad”[3]se tiene en cuenta del desafio que significa llevar la Palabra de Dios en lugares donde las relaciones son màs bien anonimas, a diferencia de la Pastoral de los pequeñospueblos o villas, donde la mayor parte de las personas se conocen. El gran desafio hoy para la Teologia es la presencia  que ocupan en nuestras vidas  las nuevas tecnologias. Esto me llevò a pensar en el Dios Web,  que se transformò en el gran competidor de Dios,  de aquel Dios que estaba en todas partes, que veia nuestras acciones, juzgaba y emitia tambien su condana o su perdòn. En este sentido Dios de Israel riesga de ser reemplazado per el Dios Webbizante que todo controla, influencia, estimula y  satisfaciendo todos nuestros desiderios. Continua a leggere

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Psicopolitica e rivalità mimetica

La psicopolitica secondo la teoria mimetica

 

IL TERZO CERVELLO: lo spazio-tempo della mimesi.

 

Jean-Michel Oughourlian, a partire dalla teoria di René Girard sulla mimesi e dalle scoperte a posterioridella teoria dei neuroni a specchio, ha inaugurato un approccio interessante per comprendere  il comportamento delle persone in società.

Secondo questa prospettiva, la psicologia non può essere intesa come la scienza del singolo ma  considerata come la scienza che non può prescindere dall’interazione psicosociale.

Lo stesso Aristotele aveva definito l’uomo come un essere politico.

Il primo cervello ha a che vedere con l’area pre-frontale: essa riguarda il pensiero razionale cognitivo

che serve a spiegare a livello intellettuale le azioni di ogni soggetto nel suo vivere nel mondo.

Il secondo cervello che viene localizzato nel sistema limbico, comprende l’area delle emozioni e dei sentimenti. La scoperta da parte di Antonio Damasio, neurologo e psicologo portoghese, del cervello arcaico o cervello emotivo ha portato a uno sviluppo considerevole sul valore dell’intelligenza emotiva, capace di influenzare notevolmente il pensiero razionale.

La terza scoperta fondamentale in campo neurologico dei neuroni a specchio da parte dell’équipe di Parma da parte degli specialisti in neuroscienze guidata da Giacomo Rizzolatti e Vittorio Gallese è stata illuminante per comprendere il meccanismo mimetico ipotizzato molti anni prima da René Girard.

La scoperta ha significato una vera rivoluzione nel campo della conoscenza della mente dell’uomo.

Secondo Oughourlian si può immaginare e costruire una psicologia e una psicopatologia che tengano conto di questi concetti che illuminano con più profondità i rapporti interpersonali.

I quadri clinici della psichiatria francese che differenziava la psicosi, la nevrosi e le perversioni può essere arricchita con questa dimensione triadica del cervello umano.

Il terzo cervello non è legato a una zona  particolare dell’encefalo, ma è un’integrazione di tutte le aree che lo costituiscono. In questa teoria del terzo cervello viene attivato a livello metaforico – sostiene Oughourlian – una specie di cursore che si muove in rapporto al valore che ha l’altro per il soggetto.

L’altro può essere percepito e vissuto come modello, come rivale o come ostacolo. Continua a leggere

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Il crollo del ponte d’agosto

Intervista adnkronos del 15 agosto 2019 da Valentina Marsella 

GOVERNO: SOCIOLOGO MELE, ‘TUTTI CONTRO TUTTI MA DA CAOS EMERGONO NUOVI COSTRUTTORI’/ADNKRONOS ZCZC ADN0494 7 POL 0 ADN POL NAZ GOVERNO: SOCIOLOGO MELE, ‘TUTTI CONTRO TUTTI MA DA CAOS EMERGONO NUOVI COSTRUTTORI’/ADNKRONOS = ‘Con crisi d’agosto crolla ultimo tabu’, carica esplosiva che crea competizione in tutti gli ambiti’ Roma, 15 ago. (AdnKronos) (di Valentina Marsella) – Non c’è più il Ferragosto di una volta: il governo è in piena crisi e per molti cade l’ultimo amato tabù delle vacanze. Uno scenario che invade non solo la politica ma tutta la società e la vita quotidiana. Crisi di governo in piena crisi economica, un fenomeno quest’ultimo che viene da lontano. Dal 2008, e che sta portando a una guerra di tutti contro tutti. Ma è proprio nel momento peggiore, in cui tutto sembra sgretolarsi, che possono emergere nuovi ‘costruttori’. Con uno sguardo filosofico-sociologico, lo psicoterapeuta, docente e criminologo Francisco Mele spiega in tre metafore la stagione che stiamo attraversando. Mele è stato anche il successore di Papa Bergoglio come professore di psicologia al collegio universitario del Salvador di Buenos Aires, per trent’anni ha guidato l’Istituto della Famiglia del CeIS nella Capitale ed è docente di sociologia della famiglia. “Siamo in un periodo di decostruzione dei miti – fa notare all’Adnkronos Mele – anche del mito della vacanza, quello spazio estivo in cui ciascuno torna nel suo luogo speciale per affinare le unghie e tornare alla battaglia in autunno. Oggi questo passaggio è saltato, e il fatto che nessuno si sia riposato non ci fa vedere come sarà settembre o ottobre. C’è una carica esplosiva che riguarda una competizione che investe tutti i piani, dalla politica alla società, alla famiglia”. (segue) (Vmr/AdnKronos) ISSN 2465 – 1222 15-AGO-19 18:41 NNNN

GOVERNO: SOCIOLOGO MELE, ‘TUTTI CONTRO TUTTI MA DA CAOS EMERGONO NUOVI COSTRUTTORI’/ADNKRONOS (2) ZCZC ADN0495 7 POL 0 ADN POL NAZ GOVERNO: SOCIOLOGO MELE, ‘TUTTI CONTRO TUTTI MA DA CAOS EMERGONO NUOVI COSTRUTTORI’/ADNKRONOS (2) = Come il ponte Morandi, anche la politica e’ crollata ma e’ il momento dei costruttori (AdnKronos) – Un “fenomeno” che il professor Mele spiega in tre metafore. La prima metafora, secondo il sociologo, è quella del crollo del ponte. Inutile dire che il riferimento più attuale (proprio ieri 15/8/2019 TELECOM NÓVITA | News Experience https://agenziedistampa.mise.gov.it/novita//news/print_all/160808 2/3 il giorno dell’anniversario) è quello del Ponte Morandi a Genova. “Il crollo del ponte – afferma Mele – come metafora del crollo della politica, che come nel caso della città ligure porta con sé una speranza, quella delle forze positive che si sono messe in moto per una ricostruzione veloce. Nella tragedia, il momento positivo. La politica è crollata, e ciò implica che ora ci siano dei validi costruttori di ponti. Sì, tanti Renzo Piano della politica in campo per ricostruire la frantumazione delle istituzioni e dello Stato. Se falliscono le mediazioni inizia la guerra, e spero tanto che non si arrivi a questo punto”. Per Mele è crollato anche un altro ponte, quello della “mediazione del premier Conte tra due partiti in perpetua discordia”, Lega e M5s, discordia che di fatto ha portato alla rottura e alla crisi di governo. “Nel caos – prosegue – possono emergere i costruttori di ponti, e questa crisi ci ha mostrato lo sgretolarsi di un altro ponte”. (segue) (Vmr/AdnKronos) ISSN 2465 – 1222 15-AGO-19 18:41 NNNN

GOVERNO: SOCIOLOGO MELE, ‘TUTTI CONTRO TUTTI MA DA CAOS EMERGONO NUOVI COSTRUTTORI’/ADNKRONOS (3) ZCZC ADN0496 7 POL 0 ADN POL NAZ GOVERNO: SOCIOLOGO MELE, ‘TUTTI CONTRO TUTTI MA DA CAOS EMERGONO NUOVI COSTRUTTORI’/ADNKRONOS (3) = Il docente cita il filosofo Han, ‘tutti agitati e senza direzione’ (AdnKronos) – La seconda metafora riguarda il mare: “Da una parte c’è la politica con la gente che balla e si diverte – afferma Mele – senza rendersi conto che a pochi metri, nel mare che ha partorito tutti i suoi figli allo stesso modo, c’è gente che muore. La gente che balla è investita da un’illusione di gioia, da un sonnambulismo plurale. Sono tutti addormentati, e non si rendono conto che da un momento all’altro possono cadere nel precipizio”. E poi c’è una terza metafora, quella della croce, o meglio del simbolo della croce dove il piano orizzontale e verticale sono in equilibrio. “Quando c’è equilibrio c’è armonia e accoglienza – spiega – ma quando i piani si spostano e prevale il verticale siamo in presenza dell’autoritarismo, quando scompare il verticale vige l’anarchia e tutti sono in guerra contro tutti. E’ la guerra dei doppi teorizzata dal filosofo Renè Girard, la stessa che si vede nei partiti politici dove ci si rinfacciano responsabilità e si cercano capri espiatori, come le minoranze e i migranti. Oggi sono saltati anche i capri espiatori, non c’è più tempo per trovarli e c’è il massacro dell’uno contro l’altro”. Come nella visione del filosofo coreano Byung-Chun Han sono “tutti agitati e senza una direzione”. A giocare un ruolo scatenante è stata, secondo Mele, la grande crisi economica del 2008: “La guerra di tutti contro tutti è iniziata qui e non è ancora finita, in politica, nelle istituzioni, in famiglia. La politica con la P maiuscola è quella che rende tutti felici e tiene conto dei bisogni di tutti, è un’utopia ma è l’orizzonte da perseguire e raggiungere con forza”. (Vmr/AdnKronos) ISSN 2465 – 1222 15-AGO-19 18:41

 

 

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Psicopolitica del sovrano

PSICOPOLITICA: LA RIVALITA SOVRANISTA

Articolo sviluppato presso la CGIL di Bologna il 6 giugno 2019

 di Francisco Mele

Il pensiero triadico 

 Passare dal pensiero diadico a quello triadico significa introdurre la figura del terzo o il luogo della terzietà, intesa come un’istanza che permette la distanziazione dall’immediatezza e distinguere l’urgenza dalla riflessione, ovvero non rispondere in forma immediata e quindi dare spazio a un’attenta considerazione a livello del pensiero astratto.

La prospettiva triadica dà spazio a raccogliere altri punti di vista e quindi a ridimensionare la visione di un io-tu solipsista.

Il padre occupando il luogo della terzietà si pone nella funzione distanziatrice necessaria per introdurre in questo caso nell’ambito della famiglia la Legge che supera l’arbitrarietà della regola imposta dal capriccio di ogni individuo o integrante dell’organizzazione familiare.

Il padre deve rinunciare all’idea di essere lui la Legge e accettare di essere anche lui sottoposto a tale Legge.

La prospettiva del terzo come terzietà dà la possibilità di capire a chi si trova ad esempio su di un treno fermo in una stazione di rendersi con di chi è che si muove quando il treno sta partendo. C’è un istante in cui il viaggiatore non riesce ad avere la cognizione di quale treno si è messo in moto.

È necessario spostare lo sguardo su di un punto terzo come ad esempio un lampione che dà la possibilità di trovare la posizione e di capire chi parte e verso quale direzione.

La Legge e la libertà, come l’ossigeno, quando mancano, ci se ne rende conto.

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IL DIO WEBBIZZANTE

L’ESPOSIZIONE CONTINUA DEL SÉ

Francisco Mele,

alla ricerca del Dio webbizzante secondo un monopoliteismo assolutista

Il Dio webbizzante si presenta come il panopticon digitale che tutto controlla, trattiene, conserva, conosce, venendosi a imporre come un’istanza superiore e globalizzante. Il soggetto si trova alla mercé di un altro che gli impone e gli attiva dei desideri di autonomia immaginaria. Il soggetto si crede libero perché può scegliere la password che presto diventa obsoleta e quindi dovrà di nuovo essere reimpostata per poter credere di essere al sicuro. Le persone vivono nell’insicurezza, angosciati di essere bersaglio degli hackers che sono capaci di svelare i loro dati sensibili; questi hackers, che si presentano come dei virus, sono capaci di entrare nella banca delle loro vittime e di svuotarne il conto. Chi è preso di mira si sente in balìa di istanze superiori che possono intervenire e modificare la sua vita.

LA CERTEZZA DI CIASCUNO DI ESISTERE  NON LO LIBERA DALL’ANGOSCIA DELL’ESISTENZA, DALL’INCERTEZZA E LA PAURA DI ESSERE ALLA MERCÈ DI UN ENTE SENZA VOLTO.

ascoltare l’intervista sull’incertezza in Radioinblue del lunedì 8 aprile 2019

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CONVEGNO, LEGITTIMA DIFESA

 

I

IL DELINQUENTE COME NEMICO SOCIALE

Francisco Mele

La scelta del nemico di tutti fa parte dell’intelligenza del politico – affermava Carl Schmitt -. Ogni governo sceglie quella figura che giustifica parte dell’impossibilità di raggiungere gli obbiettivi proposti durante le campagne elettorali.

Una lettura della legittima difesa sposta l’attenzione verso un problema che impedisce di vedere la complessità della governabilità.

Quando una società si sente minacciata a livello esterno o rischia la frammentazione della propria identità a causa di lotte interne, escogita il dispositivo che serve a riunificare una società in crisi: il meccanismo è la scelta del sacrificio di una figura considerata nemica. In sintesi, la scelta del sacrificio di uno serve a salvare tutti, perché una violenza nella guerra interna indiscriminata può portare all’autodistruzione della comunità.

René Girard individua nel capro espiatorio il dispositivo che serve quindi a proteggere il sistema.

Perché nel caso della legittima difesa lo Stato rinuncia alla sua funzione di terzietà?

C’è la tendenza nei governi di eliminare o ridurre il funzionamento della mediazione istituzionale, in questo caso dell’ordinamento giuridico.

Il sovrano alla base di quello che oggi viene chiamato il sovranismo tende a stabilire un rapporto simbiotico tra popolo e sovrano: questi si sente portatore della voce e dei sentimenti del popolo venendo a questo punto a sentirsi legittimato a modificare talvolta con l’intenzione di addomesticare la struttura giudiziaria.

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LA MODERNA STRUTTURA DELL’ASSOGGETTAMENTO

La moderna struttura di assoggettamento

Una volta i cristiani ascoltavano la volontà di Dio e la seguivano. Oggi siamo in grado di ascoltare un’illusione, il proprio Io, che si crede autonomo ma che è incapace di individuare gli ordini che gli arrivano, non dall’inconscio spirituale ma da quello digitale.

Francisco Mele

 La mia lettura del libro parte dal pensiero di Michel Foucault relativo al “governo delle anime” modello significativo per comprendere la funzione del “pastorato cristiano”.

Attraverso il dispositivo e le tecniche proprie della conoscenza del Sé il Pastore e soprattutto il direttore spirituale riescono a penetrare nei profondi pensieri, sentimenti e immagini che si nascondono nell’animo umano.

È stato sant’Agostino a scavare attraverso le sue Confessiones quello spazio interiore dove avviene il dibattito tra bene e male e il dialogo fra l’Io e Dio.

Più si entra dentro di sé, più ci si avvicina a Dio.

Credo che con sant’Agostino si inaugurano i principi che reggono la moderna psicologia intesa come discorso del Sé in rapporto all’incontro con l’Altro.

Lacan considera sant’Agostino come il precursore della moderna linguistica.

Il dialogo con Dio in Agostino è mediato dalla istituzione Chiesa. Si ha quindi Io, Dio, Chiesa.

Secoli dopo l’Agostiniano Lutero rompe con questa triade, venendosi a creare un rapporto diretto tra Io e Dio, mettendo in discussione la mediazione della Chiesa.

In questo modo si inaugura un processo di decomposizione del Sacro Impero Romano custodito dalla Chiesa romana che avrebbe decretato, secondo Foucault, la sua fine nel 1648 con la pace di Westfalia:

attraverso di essa l’Europa lascia spazio ai futuri stati di religione protestante.

Il libro cerca di spiegare il processo storico del travasamento del potere imperiale alla Chiesa. Il linguaggio e il lessico imperiale, i simboli e i rituali vengono rielaborati dalla struttura ecclesiastica.

In poche decadi, da Costantino che ha l’illuminazione del Cristo, nel 313, passando per il Concilio di Nicea del 325, convocato dallo stesso Costantino, e poi con Teodosio, nel 380, la religione cristiana diventa religione di Stato.

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San Gennaro e la Teologia del Popolo, al Quirino

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Francisco Mele, psicoterapeuta, saggista e docente, invita a considerare la ricerca che parte da un esame del popolo di San Gennaro, a Napoli, come garante della costruzione sempre in divenire dell’identità napoletana, secondo la Teologia del Popolo sviluppata dai teologi e filosofi argentini Lucio Gera, Justin O’Farrell e Juan Carlos Scannone.

Il popolo possiede una conoscenza, una razionalità, anche se non teorico-scientifica – rileva Mele –  che si esprime mediante le celebrazioni liturgiche, le feste religiose, le processioni. Facendo riferimento alla prospettiva mnemostorica (Jan Assmann), San Gennaro è una figura della memoria e non della storia. La Teologia del popolo utilizza il metodo storico-culturale, partendo dalla considerazione di due teorie: la teoria dell’azione — che si ispira al filosofo Maurice Blondel, particolarmente seguita da papa Bergoglio—, e la teoria del testo, sviluppata da Paul Ricoeur. La teoria dell’azione valorizza il gesto come se fosse un testo da leggere. Il gesto e il testo scritto hanno una qualità che li unisce: diventano indipendenti dall’autore, hanno una loro autonomia e quindi possono essere letti come un testo scritto secondo le ermeneutiche che il lettore utilizza. San Gennaro non ha lasciato degli scritti, ma sono state tramandate le sue azioni e gli avvenimenti di cui è stato protagonista. Le sue gesta vengono interpretate come miracoli, che proseguono nel tempo fino ad arrivare ad oggi. Il Santo, raffigurato nella statua posta davanti al Vesuvio con il braccio alzato nell’atto di fermare l’eruzione, conferma la sua funzione di protettore della città. Lo scioglimento del sangue è interpretato come un gesto di rassicurazione portatore di vita nella forma della reliquia del sangue del Santo raccolta nell’ampolla. Queste manifestazioni vengono a inserirsi nel complesso dei simboli primordiali che appartengono a un’archeologia del soggetto elaborata da Ricoeur, estensibile a un’archeologia dei popoli e, qui in particolare, del popolo napoletano.

(La sintesidell’intervento è tratta dall’articolo di Jacopo Bezzi per la rivista Ridotto gennaio-marzo 2019)

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AGNES HELLER ALL’AUDITORIUM DI ROMA

LIBRI COME FESTA DEL LIBRO E DELLA LETTURA

ÁGNES HELLER

ORBANISMI – EUROPA E LIBERTÀ

SAB 16 MAR | 17:00 | SPAZIO RISONANZE

Dalla dittatura alla democrazia liberale e da questa alla tirannia, questo è in estrema sintesi il percorso dell’Ungheria secondo Ágnes Heller, la filosofa più importante e lucida non solo di quel paese ma uno dei riferimenti mondiali sui rapporti tra Europa e Libertà. Perché la giovane democrazia ungherese, nata dalle ceneri del comunismo sovietico tra il 1989 e il 1991, ha fatto presto a consegnarsi in (quasi) libere elezioni nelle mani di Viktor Orbán? L’allieva di György Lukás non usa mezzi termini: “non era scritto nelle stelle che l’Ungheria avrebbe fatto peggio di tutti gli Stati post-sovietici, che sarebbe stata la più radicale nell’eliminare la libertà di stampa, la divisione dei tre poteri, per introdurre infine un sistema che io chiamo “tirannia”. L’intellettuale ungherese, di cui esce in questi giorni il suo Orbanismi, conversa a Libri Come con Pietro Del Soldà.

 

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Il popolo di San Gennaro

in Forum Italicum: A journal of Italian Studies, 2018

Abstract

La ricerca parte da un esame del popolo di San Gennaro, a Napoli, come garante della costruzione sempre in divenire dell’identità napoletana, secondo la Teologia del Popolo sviluppata dai teologi e filosofi argentini Lucio Gera, Justino O’Farrell e Juan Carlos Scannone.

Il popolo possiede una conoscenza, una razionalità, anche se non teorico-scientifica, che si esprime mediante le celebrazioni liturgiche, le feste religiose, le processioni. Facendo riferimento alla prospettiva mnemostorica (Jan Assmann), San Gennaro è una figura della memoria e non della storia.

Applicando la lettura bio-politica elaborata da Michel Foucault, nel culto di San Gennaro, durante la cerimonia delle feste dedicate a San Gennaro, trovano fondamento e legittimazione la Chiesa, lo Stato rappresentato dalle sue istituzioni e il popolo napoletano. Paradossalmente anche la camorra cerca una legittimazione per imporre il suo proprio predominio, nonostante che la sua pretesa venga respinta e condannata sia dallo Stato che dalla Chiesa.

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