LA REPUBBLICA
Figli cattivi

Figli cattivi
21 ottobre 2010 — pagina 46 sezione: CULTURA
Luciana Sica

Mele non teme l’ allarmismo: «La situazione è molto grave. Credo che ormai siano intorno al 10 per cento i ragazzi pronti al “ceffone di ritorno”. La vittima preferita è la madre, anche per l’ eclissi non solo simbolica della figura paterna. Ma non vengono risparmiati gli stessi padri, i fratelli e addirittura i nonni… Tanto che ormai sarebbe necessario un Telefono Azzurro per familiari maltrattati dagli adolescenti, un call center che almeno li informi su quello che possono fare per difendersi»

«Vivo nella paura di mia figlia. La prima v o l t a , Giorgia aveva 17 anni. Io sapevo che fumava erba, ma un giorno scopro che ha preso un acido. “Basta”, le urlo. “Basta con quel tuo ragazzo: è un balordo, lo capisci? Ti sta rovinando, non devi più vederlo!”». Mi giro, e lei mi tira un cazzotto in mezzo alla schiena. Io barcollo, cado, mi manca il respiro…». La mamma di Giorgia ha una figlia che sembra odiarla, che la insulta, la minaccia, e a volte la picchia. È una donna poco più che quarantenne, vive nei pressi di Roma con un marito affettuoso e un figlio più piccolo: si direbbe una famiglia come tante, di piccola borghesia. E invece è una famiglia devastata dall’ infelicità, la rabbia, la delusione: sentimenti che prevalgono sull’ amore, in questi casi estremi. Sì, ma quanto estremi? Dice lo psichiatra Gustavo Charmet, il cantore dei “nuovi adolescenti”: «Sempre più spesso incontro madri che con vergogna ammettono di essere saltuariamente picchiate dalle figlie. Mi sorprende, ma non tantissimo, perché mi sono abituato all’ idea che alle pari opportunità corrispondano uguali rischi». Ragazze che si emancipano picchiando… «E poi la madre non è più la guardiana della verginità, la riduzione del conflitto appanna il suo potere sacro». I bulli in famiglia: un fenomeno minoritario, ma in crescita. Sono ex bambini impotenti e ora onnipotenti che ingaggiano una loro guerra crudele in casa – una nuova versione dell’ inferno domestico pochissimo quantificabile, perché raramente i genitori denunciano i loro figli. Ne sa qualcosa Francisco Mele, terapeuta di formazione lacaniana che – oltre all’ attività privata – è in trincea con i ragazzi più in difficoltà, dirigendo l’ “Istituto della famiglia” legato al nome di don Picchi. Il suo ultimo libro uscito da Armando (con un saggio di Luigi M. Lombardi Satriani) si chiama Mio caro nemico, un titolo anche spiritoso per il supplizio della “guerra quotidiana in famiglia”. Mele non teme l’ allarmismo: «La situazione è molto grave. Credo che ormai siano intorno al 10 per cento i ragazzi pronti al “ceffone di ritorno”. La vittima preferita è la madre, anche per l’ eclissi non solo simbolica della figura paterna. Ma non vengono risparmiati gli stessi padri, i fratelli e addirittura i nonni… Tanto che ormai sarebbe necessario un Telefono Azzurro per familiari maltrattati dagli adolescenti, un call center che almeno li informi su quello che possono fare per difendersi». Ma quali saranno i genitori che favoriscono l’ aggressività dei figli? Si può azzardare un elenco: i genitori libertari che non vietano mai; quelli che non si assumono responsabilità e invertono i ruoli; quelli conflittuali che spingono l’ adolescente nel ruolo del “giustiziere”; quelli violenti che insegnano a regolare i conflitti in modi brutali. E poi i genitori “incestuosi”, picchiati perché nell’ adolescenza il legame si rompe e il figlio non trova altri modi per uscirne. Il dato sui bulli in famiglia che indica Mele sarà sovrastimato, ma ci sono altri indicatori eloquenti. Isabella Mastropasqua dirige l’ ufficio studi del Dipartimento di giustizia minorile presso il ministero, ed è lei a dire: «A tutt’ oggi le uniche statistiche disponibili, che si basano sull’ elaborazione dei dati Istat, fotografano una realtà di piccoli numeri, ma allarmanti (riportati in alto, n.d.r. ). Sono solo la punta dell’ iceberg di un fenomeno senz’ altro più diffuso, vissuto in gran segreto. Il prossimo anno, con la modernizzazione del nostro sistema informativo, potremo dire chi sono esattamente le vittime di questi reati». In attesa che il dato venga “scorporato”, le relazioni in famiglia sembrano precipitare a un punto molto basso. Per il terapeuta della famiglia Luigi Cancrini è credibile che i ragazzi “maneschi” siano tra il 5 e il 10 per cento: «Principini molto sedotti e manipolati nell’ infanzia, sono rimasti invischiati in un rapporto di terribile dipendenza che non riescono a spezzare. Nella medio-alta borghesia, diventa poi sempre più esplosiva la negligenza affettiva coniugata al consumismo». E Luigi Onnis, studioso e clinico di prim’ ordine, conferma: «Almeno il 5 per cento degli adolescenti va oltre l’ aggressività verbale, che è invece all’ ordine del giorno. Sono ragazzi che non hanno una guida». Genitori sempre meno competenti a definire delle regole, e figli che li maltrattano anche fisicamente – come in una deformazione grottesca del cinema di Van Sant su un’ età che rasenta la psicosi. – LUCIANA SICA

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