LA MODERNA STRUTTURA DELL’ASSOGGETTAMENTO

La moderna struttura di assoggettamento

Una volta i cristiani ascoltavano la volontà di Dio e la seguivano. Oggi siamo in grado di ascoltare un’illusione, il proprio Io, che si crede autonomo ma che è incapace di individuare gli ordini che gli arrivano, non dall’inconscio spirituale ma da quello digitale.

Francisco Mele

 La mia lettura del libro parte dal pensiero di Michel Foucault relativo al “governo delle anime” modello significativo per comprendere la funzione del “pastorato cristiano”.

Attraverso il dispositivo e le tecniche proprie della conoscenza del Sé il Pastore e soprattutto il direttore spirituale riescono a penetrare nei profondi pensieri, sentimenti e immagini che si nascondono nell’animo umano.

È stato sant’Agostino a scavare attraverso le sue Confessiones quello spazio interiore dove avviene il dibattito tra bene e male e il dialogo fra l’Io e Dio.

Più si entra dentro di sé, più ci si avvicina a Dio.

Credo che con sant’Agostino si inaugurano i principi che reggono la moderna psicologia intesa come discorso del Sé in rapporto all’incontro con l’Altro.

Lacan considera sant’Agostino come il precursore della moderna linguistica.

Il dialogo con Dio in Agostino è mediato dalla istituzione Chiesa. Si ha quindi Io, Dio, Chiesa.

Secoli dopo l’Agostiniano Lutero rompe con questa triade, venendosi a creare un rapporto diretto tra Io e Dio, mettendo in discussione la mediazione della Chiesa.

In questo modo si inaugura un processo di decomposizione del Sacro Impero Romano custodito dalla Chiesa romana che avrebbe decretato, secondo Foucault, la sua fine nel 1648 con la pace di Westfalia:

attraverso di essa l’Europa lascia spazio ai futuri stati di religione protestante.

Il libro cerca di spiegare il processo storico del travasamento del potere imperiale alla Chiesa. Il linguaggio e il lessico imperiale, i simboli e i rituali vengono rielaborati dalla struttura ecclesiastica.

In poche decadi, da Costantino che ha l’illuminazione del Cristo, nel 313, passando per il Concilio di Nicea del 325, convocato dallo stesso Costantino, e poi con Teodosio, nel 380, la religione cristiana diventa religione di Stato.

Il modello del monarca come autorità unica e incontrastabile si rifà all’analogia primaria che si fonda nell’idea di un solo Dio e un solo Monarca.

La figura del Papa come autorità assoluta si ispira a Cesare che accoglie in sé tutti i poteri.

Comunque, Costantino – come poi Carlo Magno – costituisce quella cornice che accompagna la coesistenza e le rivalità tra potere temporale e potere spirituale: Costantino e Carlo Magno, come il Papa, vengono considerati vicari di Cristo.

Questo apparente accordo in realtà permane soltanto con questi due esponenti, ma in seguito i conflitti tra i due poteri si sono sempre mantenuti vivi.

Con san Tommaso il potere non risiede nel Monarca, perché questi deve rispondere alla legge divina.

Per lui non è lo Stato che fa la Legge, è la Legge che fa lo Stato.

Il politico non è il terzo che cerca di risolvere il conflitto, ma è la Persona che si fonda in un rapporto stretto con Dio a legittimare il potere del Monarca.

Una figura importante che viene esaltata in questo libro è Marsilio da Padova. Precedendo Hobbes, egli cerca di trovare la risoluzione del conflitto in una struttura non legata alla persona, ma a un organo che dovrebbe gestire il conflitto. Per Marsilio la pace è insita nel conflitto.

Oggi assistiamo a una mancanza di fondamento del potere politico. La massa sceglie il suo dittatore – come sostiene Agnes Heller -, venendosi a eliminare la triade o la tripartizione del potere che la Rivoluzione francese aveva proposto per la gestione del potere.

Il rapporto diretto fra popolo e sovrano eliminando le istituzioni rischia di diventare una fusione che porterà a conseguenze tragiche.

Il sovrano che intende decidere sulla vita e la morte dei sudditi è alla base dello schema proposto da Foucault nella sua descrizione del bio-potere.

Oggi la lotta non è soltanto nel controllo dei corpi e nel sequestro del tempo in un modello che ricorda il panopticon di Bentham, ma siamo a un panopticon digitale che, secondo il filosofo coreano Byung Chul Han, il potere governa l’interno delle coscienze delle persone.

La persona crede di essere libera nello scegliere la propria struttura di assoggettamento.

Una volta i cristiani ascoltavano la volontà di Dio e la seguivano. Oggi siamo in grado di ascoltare un’illusione, il proprio Io, che si crede autonomo ma che è incapace di individuare gli ordini che gli arrivano, non dall’inconscio spirituale ma da quello digitale.

 

 

 

 

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