VEDERE DI ESSERE VISTO : IL MONDO DEGLI ADOLESCENTI

Un commento di uno spettatore che ha scritto dopo la trasmissione a Uno Mattina, del 2008, il conduttore era Duilio Giammaria

 

Mi ha particolarmente colpito un’intervista fatta al professor Mele riguardante il tema: “ le caratteristiche della società post-nevrotica, e l’influenza dei consumi sulla vita degli adolescenti” durante la trasmissione “Uno Mattina”.

Il professore discute con i ragazzi riguardo questo argomento.

Alla domanda del giornalista: «gli adolescenti hanno questa formula: musica rock immagini molto mosse e confuse, sembra che il vostro mondo( riferito ai ragazzi presenti alla trasmissione) venga rappresentato sempre come un mondo frenetico e pieno di tentazioni … è così?», il professore risponde in questo modo: «L’ideale di questa società nostra, che io ho definito Post- nevrotica, è avere una società che sia una grande discoteca dove la gente si veda ballare e ripresa in televisione, questo mi sembra un’ideale che molti perseguitano, o un grande shopping center dove uno si sente altro, c’è la necessità di scappare dalla nostra esistenza quotidiana, sembra che uno abbia voglia di uscire da questa esistenza, e questo mondo della musica rock sotto e tutta la moda ci permette di uscire da noi stessi».

E continua dicendo: «io direi che questa forma, patologia, l’abbiamo definita patologia dell’abbondanza che l’eccesso nella persona s’indebita o i ragazzi, è il mezzo per cui s’indebitano le famiglie per mantenere questo ritmo. Non è successo mai nella storia dell’umanità che i ragazzi potessero dormire fino a mezzogiorno, potessero consumare senza produrre tranne in alcuni casi, non è successo mai nella storia. I ragazzi andavano a lavorare a sette anni».

Il giornalista prosegue: «ecco infatti c’è un marketing specifico legato al mondo degli adolescenti, una pubblicità specifica, un mondo cinematografico specifico che li interessa, dei canali televisivi che si occupano molto, esclusivamente di loro e si sono accorti che in realtà sono la parte più fragile della famiglia, quella più sensibile al mondo dei consumi e attraverso le vostre esigenze (rivolto ai ragazzi) più o meno indotte, più o meno vere, le famiglie distribuiranno il loro reddito e consumeranno, è una cosa inquietante questa.

Il professore risponde: «certo, perché lo stesso spacciatore di droga usa molte volte i ragazzi per togliere ai genitori dei ragazzi dei soldi, e la stessa cosa succede qui, cioè il ragazzo viene coattato a consumare … purtroppo i genitori hanno perso il potere, ce l’hanno i ragazzi».

A questo punto il giornalista gli pone questa domanda: «che è successo nella famiglia italiana, per cui i genitori perdono potere rispetto ai figli (perdono l’autorità) cosa è andato storto?»

Il professore risponde: «perché, prima di tutto ci sono uno o due figli e questo determina che tutti girano intorno al ragazzo o al figlio. Ci sono quattro o cinque famiglie che girano intorno al bambino. Il bambino è il centro di tutto e tutti vogliono fare qualcosa per questo bambino. I ragazzi oggi hanno tantissime risorse, hanno la risorsa della giovinezza, hanno risorse del denaro e a volte non sanno, non se ne accorgono di queste risorse che hanno … Comunque i genitori hanno ceduto, anche i professori hanno ceduto».

Una ragazza presente alla discussione dice cosa ne pensa a riguardo: «lui (riferito al professore) diceva che sono i genitori, si, però, il mondo ti presenta tante discoteche e devi uscire con gli amici e spendi, non centra niente se i tuoi genitori ti dicono di fare … senza soldi non fai niente con gli amici».

Il giornalista alla fine dell’intervista conclude esponendo un suo piccolo pensiero: «abbiamo perso contatti con il mondo dei giovani».

Credo che la ragazza abbia centrato in pieno il problema attuale dei giovani: adeguarsi tutti ad uno stesso stile di vita. Viviamo in una società che riempie i ragazzi di stimoli (come dicevo prima nell’introduzione), una società che risponde “a modo suo” ai bisogni dei ragazzi ma che in realtà poi non fa altro che aumentare il senso di vuoto e di inquietudine nei giovani.

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