IL DIO WEBBIZZANTE

L’ESPOSIZIONE CONTINUA DEL SÉ

Francisco Mele,

alla ricerca del Dio webbizzante secondo un monopoliteismo assolutista

Il Dio webbizzante si presenta come il panopticon digitale che tutto controlla, trattiene, conserva, conosce, venendosi a imporre come un’istanza superiore e globalizzante. Il soggetto si trova alla mercé di un altro che gli impone e gli attiva dei desideri di autonomia immaginaria. Il soggetto si crede libero perché può scegliere la password che presto diventa obsoleta e quindi dovrà di nuovo essere reimpostata per poter credere di essere al sicuro. Le persone vivono nell’insicurezza, angosciati di essere bersaglio degli hackers che sono capaci di svelare i loro dati sensibili; questi hackers, che si presentano come dei virus, sono capaci di entrare nella banca delle loro vittime e di svuotarne il conto. Chi è preso di mira si sente in balìa di istanze superiori che possono intervenire e modificare la sua vita.

LA CERTEZZA DI CIASCUNO DI ESISTERE  NON LO LIBERA DALL’ANGOSCIA DELL’ESISTENZA, DALL’INCERTEZZA E LA PAURA DI ESSERE ALLA MERCÈ DI UN ENTE SENZA VOLTO.

ascoltare l’intervista sull’incertezza in Radioinblue del lunedì 8 aprile 2019

Michel Foucault nella sua ricerca sulle tecnologie del Sé inizia con le tecniche di origine greca per poi introdursi nelle tecniche proprie del cristianesimo.La differenza fra gli stoici e i cristiani passa attraverso un modo differente di concepire il rapporto del Maestro e il discepolo.

 

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