I RAGAZZI A SCUOLA

PEDIATRIA: LO PSICOTERAPEUTA, IN CLASSE ALLE 11 NON INSEGNA LA DISCIPLINA

Marzo 2009

Roma, 9 mar. (Adnkronos Salute) – Oggi a scuola alle 11 e magari domani al lavoro anche piu’ tardi: e la disciplina e l’organizzazione e le regole da rispettare dove vanno? “E’ una questione di abitudine e di cultura, di rispetto delle regole e per questo credo sia necessario modificare l’intero ‘sistema scuola’, non tanto per quanto riguarda l’orario, ma impostando un modello di educazione diverso”. Lo afferma all’ADNKRONOS Francisco Mele, psicoterapeuta, che ha pubblicato “Le spie dell’incertezza. Scuola, famiglia, istituzioni” (Bulzoni) in merito all’idea lanciata da un preside inglese di far entrare i ragazzi in classe alle 11 perche’ al mattino rendono meno che nel pomeriggio.
“Certo se i ragazzi sono per strada fino a mezzanotte o piu’ tardi – spiega Mele – il risveglio al mattino e’ lento e difficile e per i genitori e’ una gran fatica convincere i figli ad alzarsi per andare a scuola. Ma con un cambio di orario del genere vivrebbero in maniera sfasata: gia’ ora i giovani vivono molto piu’ la notte tra locali, discoteche e altro, autonomi come sono con automobili e motorini; se si dovesse entrare in classe alle 11 farebbero ancora piu’ tardi”. Al mattino non sono lucidi, non apprendono. “La soluzione facile, prospettata dal preside, e’ di farli entrare piu’ tardi – continua Mele – ma in futuro, quando dovranno entrare nel mondo del lavoro, come si adatteranno? I giovani, proprio a scuola, devono imparare il rispetto delle regole, delle istituzioni, degli adulti e non sarà certo l’entrata posticipata ad insegnare loro il rispetto”.
“Ma non si è pensato -­ continua Mele -­ a quello che toccherebbe ai professori, con questo orario delle 11? Le prime ore del mattino sarebbero liberi, per dover poi fare lezione anche in ore pomeridiane, nelle quali ognuno ha già disposto i propri impegni”. “E’ necessario ripensare al modello educativo, e magari anche l’orario, ma facendo molta attenzione al futuro dei ragazzi – prosegue Mele – a quello che sara’ il loro ingresso nel mondo del lavoro e questo possono insegnarlo solo gli adulti, i professori, i genitori che non devono cedere ai loro desideri solo per conquistarli. Serve la differenziazione, serve che imparino la gerarchia, il professore non puo’ mettersi alla pari dello studente”.
“E poi sono certo che gli studenti riuscirebbero ad arrivare in ritardo anche se l’entrata a scuola fosse alle 11 – conclude Mele – i giovani hanno poca capacita’ di attenzione e non hanno voglia di ascoltare perche’ sono distratti da cio’ che devono fare dopo, la sera, uscendo per andare in discoteca, o ai concerti di musica rock o simili svaghi: e’ il ‘sistema scuola’ che deve cambiare, non soltanto limitandosi a insegnare le materie dei corsi, ma suggerendo dei giusti modelli da seguire nella vita”.

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