MIO CARO NEMICO
Caos informa (recensione)

MIO CARO NEMICO
La guerra quotidiana in famiglia e nelle isituzioni
di Anna Grotta

Sia se parliamo di conflitti bellici tra Stati, sia se parliamo dei risvolti violenti nei rapporti inter-familiari, le dinamiche soggiacenti possono essere ricondotte a concetti chiave che l’autore, Francisco Mele, individua nella vasta letteratura di riferimento che fa da cornice al suo lavoro. La prima parte del libro “Per una teoria del conflitto intersoggettivo” è ricchissima di spunti teorici che guidano il lettore mettendolo in condizione di possedere gli strumenti analitici utili ad inoltrarsi nella seconda parte, “Della rovinosa saggezza pratica”, nella quale la narrazione di alcuni casi dei giorni nostri fa da corollario all’intera trattazione. Il percorso intellettuale, impegnativo ma stimolante, è una ricerca sulla genesi della violenza che parte dall’esaminare i concetti che si prestano ad una sua puntuale comprensione.

Presentiamo l’ultimo lavoro di Francisco Mele dal titolo “Mio caro nemico”. L’autore, psicoanalista e responsabile del progetto famiglie del CeIS, già conosciuto dal nostro Centro per aver collaborato più volte in diverse attività questa volta si occupa nella sua ultima pubblicazione dei rapporti conflittuali nelle diverse sfere della realtà.

I rapporti umani sono difficili e, a volte, scomodi da indagare, soprattutto quando si parla di conflitti, di lotte, di tensioni. Il libro che presentiamo ha il coraggio di scoprire il velo sottile che separa e nasconde il conflitto nelle relazioni, chiamandolo con il suo nome: “guerra”. Un termine semplice ma che nasconde nella sua trama fatta di duelli, violenze, nemici, tattiche, ostilità l’ossatura per comprendere e soprattutto interpretare il mondo come oggi appare ai nostri occhi a partire dalla crisi economica. Sia se parliamo di conflitti bellici tra Stati, sia se parliamo dei risvolti violenti nei rapporti inter-familiari, le dinamiche soggiacenti possono essere ricondotte a concetti chiave che l’autore, Francisco Mele, individua nella vasta letteratura di riferimento che fa da cornice al suo lavoro. La prima parte del libro “Per una teoria del conflitto intersoggettivo” è ricchissima di spunti teorici che guidano il lettore mettendolo in condizione di possedere gli strumenti analitici utili ad inoltrarsi nella seconda parte, “Della rovinosa saggezza pratica”, nella quale la narrazione di alcuni casi dei giorni nostri fa da corollario all’intera trattazione. Il percorso intellettuale, impegnativo ma stimolante, è una ricerca sulla genesi della violenza che parte dall’esaminare i concetti che si prestano ad una sua puntuale comprensione. Apre ad esempio il libro un passaggio essenziale da capire per lo sviluppo successivo del trattato: il passaggio dalla guerra “tra le genti” a quella “tra la gente”. Da qui si fa spazio una concezione polemologica dei rapporti umani, nella quale la Polemologia del quotidiano diventa una guerra di tutti contro tutti che Mele spiega con le seguenti parole: “nell’attuale contesto sociale, sovente un individuo si sente minacciato nel momento in cui deve affrontare una situazione esterna – il lavoro, gli incarichi, il traffico stesso in cui deve immergersi per raggiungere gli obiettivi della giornata, ecc – sente invece – o vorrebbe sentire – la famiglia come rete in cui trovare condivisione, accoglimento, pace. Ma la famiglia può diventare essa stessa una minaccia, un campo di battaglia in cui il soggetto deve misurarsi, difendersi perfino attaccare”. Altri concetti accompagnano la lettura – l’organizzatore esistenziale; l’insostanza; la rivalità mimetica – tutti opportunamente documentati da una sapiente trama argomentativa.

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